Impossibile catturare il lupo che aggredì la bimba ad Arrone

Mancano le prove genetiche sull'animale che il 9 luglio ha aggredito una bimba di 4 anni: l'associazione contesta i ritardi della Regione Umbria

Sarà praticamente impossibile risalire con certezza al lupo responsabile dell’aggressione avvenuta lo scorso 9 luglio ad Arrone, in provincia di Terni, quando una bambina di 4 anni era rimasta lievemente ferita durante un attacco avvenuto in mezzo alla gente. A renderlo noto è l’Associazione nazionale per la tutela dell’ambiente e della vita rurale, che punta il dito contro l’assenza di dati genetici sull’episodio, ormai risalente a oltre due mesi fa. Secondo l’associazione, senza il Dna dell’animale qualsiasi tentativo di individuazione resterebbe privo di basi scientifiche solide, complicando ulteriormente le indagini avviate dalle autorità competenti nei giorni immediatamente successivi ai fatti.

La diffida alla Regione Umbria

Il nodo centrale sollevato dall’associazione riguarda il silenzio delle istituzioni regionali. Nei giorni scorsi, infatti, è stato inviato alla presidente della Regione Umbria un atto di diffida, accompagnato da una richiesta formale di adempimento. La motivazione è legata al fatto che, dopo oltre 60 giorni dall’aggressione, non sarebbero ancora stati forniti i dati necessari sulla situazione e sulle attività messe in campo per fronteggiarla. Un ritardo che, secondo l’associazione, rende ancora più difficile ricostruire un quadro chiaro sulla presenza e sul comportamento dell’esemplare coinvolto nell’attacco.

Le fototrappole e il ruolo dei carabinieri forestali

Contattato direttamente, anche il comando del Gruppo carabinieri forestale di Terni ha fornito alcuni elementi utili alla ricostruzione della vicenda. Quello che si ritiene essere lo stesso esemplare protagonista dell’aggressione sarebbe stato ripreso da una delle fototrappole installate nell’area interessata circa dieci giorni dopo l’attacco, e da allora non sarebbe più stato avvistato attraverso questi strumenti di monitoraggio. Un dettaglio che, tuttavia, non esclude affatto che l’animale possa trovarsi ancora nella zona: l’assenza di nuove immagini non equivale infatti a una conferma di allontanamento definitivo. Le apparecchiature restano operative sul territorio e il materiale raccolto viene analizzato con controlli programmati ogni tre giorni dagli stessi carabinieri forestali.

Un lupo tra tanti: identificazione quasi impossibile

Il problema più complesso, secondo l’associazione, riguarda la reale possibilità di individuare esattamente quel determinato esemplare in una zona dove la presenza dei lupi è ormai consolidata e diffusa. Alcune indicazioni suggerirebbero che l’animale coinvolto nell’attacco abbia mostrato un comportamento anomalo e caratteristiche particolari rispetto agli altri esemplari della zona, ma al momento non esistono prove concrete a supporto di questa tesi. Di fatto, sottolinea l’associazione, si tratterebbe di zero prove verificabili, un vuoto che rende quasi impossibile isolare con certezza l’animale responsabile dell’episodio rispetto al resto della popolazione lupina presente nell’area.

Lo scenario estremo: catturare tutti gli esemplari

L’unica alternativa concretamente ipotizzabile, secondo quanto riportato dall’associazione, sarebbe quella di procedere alla cattura di tutti i lupi presenti nell’area, per poi rilasciarli progressivamente una volta accertato che non si tratti dell’esemplare responsabile dell’aggressione. Una soluzione che, però, comporterebbe tempistiche particolarmente lunghe: secondo le stime dell’associazione, sarebbero necessari anni per completare un’operazione di questo tipo, rendendola di fatto poco praticabile nell’immediato. La vicenda resta dunque aperta, in attesa di eventuali sviluppi sia sul fronte del monitoraggio faunistico sia su quello della trasparenza istituzionale richiesta alla Regione Umbria.

 

Redazione

Seguici su

Aggiungi ternitomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

★ Aggiungici
Subscribe
Notificami
50 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati
Commento da Facebook
1 mese fa

Amici del lupo, come mai quella era un zona piena di caprioli e ora non c’è ne sono quasi più? che fine hanno fatto? animalari da strapazzo tutti bravi dietro a una tastiera, non riconoscere una radura da una foresta

Commento da Facebook
1 mese fa

Certo , l hanno già ammazzato da mo ‘

Commento da Facebook
1 mese fa

Piombo

Commento da Facebook
1 mese fa

Il lupo avrà avuto un ripensamento

Commento da Facebook
1 mese fa

E questo sarebbe progresso?poveri noi !!! Non si può aprire il telefono…quanta falsità opportunistica ….

Commento da Facebook
1 mese fa

Marruani gente cattiva… spero non lo abbiano ucciso, paesani ignoranti e bestie, anche amministrazione dello stesso rango.

Commento da Facebook
1 mese fa

Se avesse preso verso Polino difficilmente lo troveranno ancora vivo….li da quelle parti…si spara anche a caccia chiusa…e se qualcuno lo avesse avvistato…difficilmente dovrebbe essere andato molto lontano

Commento da Facebook
1 mese fa

Questa è la propaganda che si sta facendo continuamente contro i lupi…animale sempre esistito e che non ha mai destato problemi…ora chissà come mai?!? Tutta la natura va soppressa…😡

Commento da Facebook
1 mese fa

perché catturarlo quando si può abbattere

Commento da Facebook
1 mese fa

Magari non era un lupo ? Vedi un po’

Articoli correlati

Movida Sicura: 57 persone identificate e due arresti nel servizio interforze “Alto Impatto” coordinato dalla...
Il Tribunale amministrativo dell'Umbria non accoglie la richiesta cautelare dei cittadini contrari al progetto. Per...
Il Comune pubblica un avviso Art bonus per individuare mecenati e valutare proposte alternative. La...

Altre notizie