Dalla regione dell’Umbria arriva il via libera al progetto di ampliamento della discarica dell‘Acciai speciali Terni attraverso un tipo di intervento chiamato landfill mining. Con l’approvazione del provvedimento autorizzatorio unico regionale, l’ente attua, nel pieno rispetto dei tempi, gli impegni previsti nell’Accordo di programma. Allo stesso tempo si è formulato un giudizio favorevole di compatibilità ambientale la cui efficacia temporale è fissata a 15 anni. Si va così a risolvere una criticità storica che grava su Terni da decenni. Grazie al landfill mining, verranno rimossi più di un milione di metri cubi di vecchi rifiuti comunali che hanno causato infiltrazioni di percolato nella falda. Arvedi-Ast bonificherà l’area realizzando una barriera geologica isolante in argilla e geocomposito bentonitico, recupererà il 3% di metalli dai rifiuti estratti e costruirà una duna alberata alta fino a 20 metri per attenuare l’effetto di polveri, rumore e impatto visivo.
Come cambia l’Ecotassa
L’ampliamento in estensione verticale avviene interamente entro il perimetro già occupato di 62 ettari, senza intervenire su altre aree. Inoltre, Ast dovrà piantumare un bosco urbano di almeno 6 ettari per compensare le emissioni di anidride carbonica e investire 1,2 milioni di euro nel ripristino paesaggistico finale. Nel disegno di legge è prevista la riforma del tributo speciale di deposito in discarica, la cosiddetta Ecotassa. Quest’ultima, che al 2028 toccherà anche Arvedi-Ast, cesserà di essere un prelievo punitivo per trasformarsi in una rendita ambientale a favore del territorio. Al nuovo tariffario, che prevede aumenti rispetto agli attuali conferimenti, è associato a un innovativo sistema di premialità in cui le azioni virtuose che massimizzeranno il recupero delle scorie permetteranno la riduzione del tributo secondo una scala meritocratica. Il 5% del gettito sarà attribuito direttamente ai comuni ospitanti e limitrofi per finanziare il monitoraggio ambientale e la tutela igienico-sanitaria dei residenti. La quota restante alimenterà il Fondo regionale per l’economia circolare, destinato a sostenere la raccolta differenziata, la gestione delle aree protette, le attività di Arpa e, soprattutto, le bonifiche pubbliche dei siti contaminati e delle vecchie discariche dismesse.
I costi si abbattono
L’assessore regionale all’ambiente Thomas De Luca spiega che non si procederà più, come accaduto dal 1997 ad oggi, con l’applicazione del minimo imponibile, ma attraverso un innovativo metodo di premialità ambientale. “Smaltire – dice lo stesso De Luca – costerà proporzionalmente di meno quanto più i residuali delle scorie saranno riciclati. Ad esempio la tariffa si ridurrà al 70% con un recupero di scorie del 5%, al 25% con un recupero del 50%, fino a scendere al 10% se si supera l’80% di riciclo. Questo incentivo punta ad un doppio beneficio. Da una parte riciclare converrà per abbattere i costi di smaltimento e dall’altra servirà a garantire il prolungamento della fase di operatività produttiva, fino a raddoppiarla o triplicarla. Con un recupero al 50% raddoppierebbe di fatto la vita della discarica che durerebbe 30 anni o più“.
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