La vicenda dell’impianto di produzione di biometano avanzato da 500 smc a Vascigliano, promosso da Enersi Technology, prosegue senza una conclusione definitiva. Il Tar Umbria ha recentemente stabilito l’improcedibilità della domanda, ma ha fissato una nuova udienza pubblica per il 23 settembre 2025, lasciando aperta la possibilità di ulteriori sviluppi.
Un lungo percorso amministrativo
Tutto ha avuto inizio l’8 marzo 2019, quando Enersi Technology ha presentato una richiesta per ottenere l’autorizzazione unica per costruire e gestire l’impianto. Questo passo è stato seguito da una serie di documentazioni tecniche e scambi formali tra la società, il Comune di Stroncone e la Regione Umbria. Tuttavia, la mancata risposta delle autorità competenti ha spinto Enersi a contestare il silenzio-inadempimento, puntando il dito sui ritardi legati alla procedura di Valutazione Ambientale Strategica (Vas) e al sub procedimento relativo al piano attuativo.
La Vas e il ruolo degli enti locali
L’apertura della procedura Vas è arrivata solo nel 2022, in seguito a ripetute richieste e solleciti. La Regione Umbria, rappresentata dagli avvocati Luca Benci e Luciano Ricci, insieme al Comune di Stroncone, difeso dall’avvocato Daniele Proietti, ha richiesto alla società integrazioni tecniche per poter completare la valutazione ambientale. Malgrado ciò, il procedimento ha subito ulteriori rallentamenti.
Nel 2024, il Comune ha chiesto a Enersi di inviare una relazione conclusiva aggiornata per concludere la fase di consultazione preliminare. La società ha risposto il 30 luglio con una documentazione corretta, includendo il contratto di acquisto del terreno, un rapporto ambientale aggiornato e fotografie del sito. Nonostante ciò, il silenzio da parte del Comune e della Regione ha spinto l’azienda a presentare un ricorso al Tar il 27 agosto.
Il tribunale amministrativo si è pronunciato dichiarando l’improcedibilità della richiesta iniziale, ma la vicenda è tutt’altro che chiusa. La nuova udienza fissata per settembre 2025 rappresenterà un momento cruciale per la decisione finale sul progetto. La sentenza sarà determinante sia per l’azienda, che intende proseguire con il progetto, sia per gli enti locali, chiamati a chiarire la loro posizione.
La vicenda di Enersi Technology evidenzia le difficoltà e i tempi spesso lunghi legati all’ottenimento di autorizzazioni in ambito ambientale, specialmente per progetti complessi che coinvolgono più enti istituzionali e normative stringenti.
Seguici su
Aggiungi ternitomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.