Christian Vento, 36 anni, noto sui social come Fenix, ha pubblicato in questi giorni un reel che segna l’avvio del progetto “Prevenzione giovani”, un’iniziativa di sensibilizzazione contro le dipendenze rivolta agli adolescenti dell’Umbria. Ternano d’origine e oggi residente a Perugia, dove lavora come operaio, Vento ha alle spalle diciotto anni di dipendenza dalla cocaina e vuole trasformare la propria esperienza in uno strumento di aiuto per chi sta vivendo la stessa condizione. Il progetto nasce in modo spontaneo e senza fini di lucro, con il sostegno dell’ex capitano dell’Inter Andrea Ranocchia.
L’incontro con Ranocchia e la nascita del progetto
Il legame con il calciatore umbro è nato in una palestra, dove i due si sono conosciuti. Ranocchia ha spiegato di essere rimasto colpito dalla storia di Vento e di essere convinto che il racconto possa aiutare altri giovani. L’iniziativa punta a portare la testimonianza direttamente nelle piazze e negli oratori, luoghi frequentati dai ragazzi, per costruire un contatto diretto con chi è in difficoltà.
Vento ha rivolto un appello ai sindaci delle città umbre e a chi si occupa di politiche giovanili, chiedendo di sostenere il percorso. L’obiettivo dichiarato è aiutare chi sta attraversando ciò che ha vissuto lui, che si definisce «vivo per miracolo».
Una dipendenza iniziata a 12 anni
Secondo il suo racconto, il rapporto con le sostanze è iniziato quando aveva 12 anni, ancora bambino, in un periodo segnato da difficoltà relazionali. Il consumo di cocaina si è protratto per quasi due decenni e, in città, Vento è conosciuto per i suoi trascorsi, compresi i reati commessi per procurarsi il denaro necessario ad acquistare le dosi. Tra le conseguenze di quella vita cita anche il carcere.
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La notte del 26 aprile 2020
L’episodio più grave risale a domenica 26 aprile 2020. Terni era chiusa per il lockdown, ma nel centro cittadino si svolgeva ugualmente un festino a base di droga e alcol. Dopo aver assunto un mix di sostanze, Vento si è sentito male e ha smesso di respirare. Quattro persone lo hanno sollevato, ormai esanime, e lo hanno lasciato in strada.
A salvarlo è stato Valerio, un giovane operatore ecologico che non lo conosceva: vedendolo a terra, ha chiamato i soccorsi. Vento è rimasto 100 giorni in coma all’ospedale di Terni. Al risveglio ha deciso di raccontare la propria vicenda. Lo ricorda come colui che gli ha dato una seconda opportunità.
I social come strumento di aiuto
Oggi Vento pubblica ogni giorno contenuti in cui parla della propria storia «senza maschere e senza filtri». I video hanno generato una risposta consistente: molti giovani gli scrivono per chiedere consigli su come uscire dal vortice della cocaina. Secondo Vento, si tratta di ragazzi che spesso provano vergogna e timore del giudizio, e che trovano più semplice affidarsi a una persona passata attraverso la stessa esperienza.
Il suo messaggio è che l’uso di cocaina non offre nulla e sottrae soltanto la vita. Con “Prevenzione giovani” intende mostrare la sofferenza che si nasconde dietro la dipendenza e le sue conseguenze, e incoraggiare chi ne è vittima a chiedere aiuto.
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