L’anima idroelettrica di Terni

Carlo Befani (Umbria Energy): “Una comunità energetica per valorizzare ogni goccia d’acqua”

Carlo Befani

Carlo Befani, da imprenditore del settore energetico, che riflessioni trae dall’iniziativa “Il potere delle acque”?

C’è un’anima viva che pulsa amore per Terni, e l’incontro lo ha dimostrato ancora una volta. È stato emozionante vedere confrontarsi sensibilità politiche, professionali e culturali su un tema così identitario. L’interesse per questa città è trasversale e autentico.

Dal confronto è emersa una proposta concreta: una comunità energetica idroelettrica. Di cosa si tratta?

È un’idea che nasce dalla nuova efficienza tecnologica. Oggi è possibile produrre energia idroelettrica anche con salti minimi, impensabili vent’anni fa. Oggi la taglia minima scende anche sotto i 100 kW, fino a pochi anni fa si parlava solo di MW. Questo cambia tutto: apre la strada a piccoli impianti diffusi, sostenibili e remunerativi. La mia proposta è di costituire a Terni la prima comunità energetica interamente basata sul mini-idroelettrico.

Quali elementi renderebbero possibile questo progetto?

Per fare idro servono quattro ingredienti: salto, portata, buona tecnologia, oltre alla accelerazione di gravità che c’è sempre. L’idea è che una parte dei canoni idrici possa essere usata come equity per fare leva finanziaria per investire nel mini-idro, in modo che possano generare ulteriori vantaggi nel tempo. Si consideri che a differenza di altre fonti rinnovabili, l’idroelettrico è programmabile: possiamo decidere quando produrre energia, e questo lo rende una risorsa di maggior valore economico e preziosa per la stabilità energetica.

Cita anche un possibile sistema di pompaggio. Come funzionerebbe?

L’idea è semplice e già largamente applicata: di notte, quando l’energia costa meno, si riporta l’acqua in quota. Di giorno, nei momenti di picco della domanda, si rilasciano e turbinano i flussi per generare energia. Un sistema virtuoso che riduce la dipendenza dall’esterno e massimizza l’efficienza.

C’è anche una visione più ampia dietro il progetto?

Sì, c’è un sogno, che riguarda Papigno, che potrebbe essere la sede della comunità energetica mini-idro e costruire un po’ la capitale dell’energia. Vi immagino quindi anche il museo dell’energia, ma un polo attivo, moderno e formativo, in cui si coniughino produzione, recupero storico e alta formazione. Le potenzialità ci sono tutte: Papigno può diventare la Battersea Power Station italiana, con una nuova centralità a livello nazionale e internazionale.

Che ruolo può avere questo progetto per il futuro di Terni?

Può diventare il simbolo di una rinascita. L’acqua, che ha segnato la storia industriale di Terni, può tornare protagonista, questa volta come leva per l’autonomia energetica, la sostenibilità e lo sviluppo tecnologico. Ogni impresa ha bisogno di un sogno per realizzarsi. Questo potrebbe essere il sogno di una città intera.

Redazione

Seguici su

Aggiungi ternitomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

★ Aggiungici
Subscribe
Notificami
0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati

Articoli correlati

Sauro Pellerucci
Dalla gestione dell’emergenza alla progettazione consapevole: il verde urbano come infrastruttura strategica per città più...
Parlare di salute pubblica, al PalaSì!, significa andare oltre le strutture ospedaliere per guardare alla...
Sauro Pellerucci
Il treno è il mezzo di trasporto dello sviluppo sostenibile, non dobbiamo arretrare di un...

Altre notizie