Una banda di ladri ha preso d’assalto nella notte tra domenica e lunedì l’area artigianale e commerciale di via Narni 270, al confine tra Terni e Narni, causando gravi danni a diverse attività e portando via attrezzature per migliaia di euro. L’azione, avvenuta nelle prime ore del mattino, è stata portata avanti con modalità organizzate: i malviventi hanno disattivato parte del sistema di videosorveglianza, forzato gli ingressi e sfondato muri interni, riuscendo a penetrare nei locali senza essere intercettati in tempo.
A essere colpita in modo particolare è stata l’azienda Dapi Trasporti, alla quale sono stati sottratti numerosi attrezzi di lavoro. I ladri, almeno quattro secondo le immagini raccolte, avevano i volti coperti e indossavano guanti, agendo con torce e probabilmente utilizzando un’ascia – una delle quali sarebbe stata rinvenuta nelle vicinanze – per aprirsi la strada tra un capannone e l’altro. Non tutte le telecamere sono state neutralizzate: una ha immortalato parte del furto, documentando i movimenti del gruppo tra l’1 e l’1.30 di notte.
Le indagini sono in mano alla Squadra Mobile della Questura, con il supporto della polizia Scientifica intervenuta sul posto già lunedì mattina, quando i titolari delle attività hanno scoperto l’accaduto all’apertura dei locali. L’amarezza è palpabile tra gli imprenditori della zona, che denunciano un colpo non solo economico, ma anche morale, a danno del lavoro quotidiano di piccole imprese e professionisti.
Tra le attività danneggiate figurano Unidea Infissi, Toelettatura Barbara, L’Artigiana Lavanderia, Vanity Pets e il Mercatone dei Fallimenti, oltre alla già citata Dapi Trasporti. Secondo quanto trapela dalle prime ricostruzioni, la banda non sembrerebbe particolarmente specializzata, ma comunque dotata degli strumenti adatti per compiere il colpo, come dimostrano le effrazioni precise e la capacità di neutralizzare alcune telecamere. Tuttavia, le immagini ancora disponibili potrebbero rivelarsi decisive per identificare i responsabili.
La polizia sta analizzando ogni dettaglio utile, dai rilievi sul posto al materiale video recuperato, e non esclude che i malviventi possano provenire da fuori regione. L’obiettivo sembra essere stato quello di fare razzia di attrezzature da lavoro e materiali facilmente rivendibili, lasciando però alle loro spalle una lunga scia di devastazione.
Il danno complessivo, secondo una prima stima, potrebbe superare il valore della refurtiva, aggravando il colpo per gli esercenti, già messi a dura prova da un contesto economico complesso. Intanto, cresce la richiesta di maggiore sicurezza da parte degli operatori locali, che chiedono controlli più frequenti e una sorveglianza attiva per proteggere le aree produttive del territorio.
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