Imprese in calo a Terni: il commercio soffre, lieve ripresa per le costruzioni

Nel 2025 continua la crisi del tessuto economico ternano: saldo negativo tra iscrizioni e cessazioni, calo delle unità locali e difficoltà nel settore commerciale

Negozio

Il quadro economico delle imprese a Terni mostra segnali di fragilità anche nel 2025. A delineare la situazione è il documento unico di programmazione (Dup) approvato di recente dalla giunta comunale, che include dati forniti dalla Camera di commercio. Il numero totale delle imprese attive sul territorio comunale si attesta a 8.693 unità, un dato che si mantiene stabile rispetto agli anni precedenti, ma in leggera flessione rispetto al 2023, quando si contavano 8.783 aziende.

Saldo negativo tra nuove imprese e cessazioni

A preoccupare è soprattutto il saldo tra nuove iscrizioni e cessazioni: nel corso dell’ultimo anno sono state registrate 581 nuove iscrizioni, ma anche 735 cessazioni, con una perdita netta di 154 attività. Questo dato conferma una tendenza al rallentamento, soprattutto in alcuni settori strategici per l’economia cittadina.

Il commercio è il settore più colpito

Il comparto che registra la maggiore sofferenza è quello del commercio, che a Terni conta quasi tremila imprese attive. Secondo i dati del Dup, il numero di cessazioni in questo settore supera di oltre il doppio quello delle nuove aperture, segnalando una crisi strutturale che continua a colpire negozi, esercizi di vicinato e piccole attività imprenditoriali.

Giù anche la manifattura, crescono le costruzioni

Anche il settore manifatturiero mostra un andamento negativo, rispecchiando un calo ormai consolidato a livello regionale e nazionale. Diversamente, si intravede una lieve ripresa nel comparto delle costruzioni, con un incremento dell’1,6% delle unità locali attive, segno di una possibile inversione di tendenza dopo anni di difficoltà.

Unità locali: leggera flessione complessiva

Le unità locali presenti nel Comune di Terni sono 11.190, quasi la metà del totale provinciale. Anche in questo caso, si osserva un calo dello 0,8% rispetto al 2023. Un dato che, seppur contenuto, conferma una fase di debolezza del tessuto imprenditoriale locale. Ancora più marcata la contrazione su base annua (-3,4%).

Non mancano però segnali positivi: tra i settori in crescita figurano la sanità e i servizi sociali con un aumento dello 0,6%, l’istruzione che cresce del 3,2%, oltre alle costruzioni già citate. Si tratta però di incrementi settoriali limitati, che non riescono a compensare il calo generale.

Un tessuto economico che cerca stabilità

La fotografia emersa dal Dup restituisce un’economia locale fragile, ancora segnata da dinamiche di incertezza e rallentamento, soprattutto nei comparti tradizionali. Il settore commerciale, in particolare, continua a essere un punto critico, mentre l’edilizia e alcuni servizi pubblici mostrano una tenue ripresa.

Il saldo negativo tra aperture e chiusure, unito al calo delle unità locali, evidenzia la necessità di strategie mirate per il rilancio del sistema imprenditoriale ternano, a partire dal sostegno alle microimprese e dal rafforzamento dei settori in crescita.

Redazione

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