Antenna 5G a Collepaese, anche il Pd chiede lo stop ai lavori

I democratici segnalano criticità urbanistiche, ambientali e sanitarie e sollecitano il Comune a valutare un sito alternativo coinvolgendo residenti e proponenti

La costruzione della nuova antenna 5G in strada dei Mandrilli, a Collepaese, continua a generare tensione tra i residenti della Valnerina ternana. Sulla vicenda interviene ora il Partito Democratico di Terni,  particolarmente il circolo di Collestatte, che in una nota firmata dal segretario Massimo Leopoldi. richiama l’attenzione del Comune su una serie di criticità legate all’opera e chiede la sospensione immediata dei lavori per avviare un confronto con cittadini e proponenti.

Secondo il Pd, la nuova infrastruttura tecnologica – che ha provocato la protesta delle famiglie della zona, i quali si sono affidati al legale Antonio De Angelis per far valere le loro ragioni – rientra in un percorso di innovazione che il partito sostiene da sempre. Le tecnologie di ultima generazione, spiegano i democratici, possono favorire la nascita di nuove attività economiche e attrarre nuovi residenti nelle aree interne come Collestatte e Torre Orsina, contribuendo a contrastare lo spopolamento. Tuttavia, l’avanzamento digitale deve essere accompagnato da scelte ponderate e da una valutazione attenta degli impatti sul territorio.

Il Pd elenca quindi cinque elementi ritenuti problematici. Il primo riguarda la mancanza di strumenti partecipativi: dalla soppressione della VI Circoscrizione Valnerina, il Comune non avrebbe introdotto modalità alternative per coinvolgere i cittadini in decisioni rilevanti come l’autorizzazione di un’antenna di queste dimensioni. In secondo luogo, i democratici ricordano che il 5G è una tecnologia recente, su cui non esistono evidenze scientifiche definitive sugli effetti dell’esposizione prolungata alle onde elettromagnetiche, soprattutto per chi vive nelle immediate vicinanze dei tralicci. Una scelta improntata alla prudenza – sostengono – avrebbe dovuto portare a individuare una collocazione più distante dalle abitazioni, considerata l’ampiezza del territorio circostante.

Un terzo punto riguarda il contesto paesaggistico: la ex SP68, classificata dal PRG come strada panoramica, si affaccia sui borghi della Valnerina ternana e viene utilizzata quotidianamente da ciclisti e pedoni. La decisione di autorizzare un’antenna alta oltre 30 metri in un’area soggetta a regole paesaggistiche rigorose viene giudicata incoerente, soprattutto se confrontata con la severità con cui vengono valutate le richieste dei cittadini su elementi estetici delle abitazioni.

Il quarto elemento tocca una questione urbanistica e sanitaria: nelle immediate vicinanze, il PRG consente residenzialità con indice E1b5, riservata a casi di salute particolari, riconoscendo l’area come altamente salubre. È un riconoscimento che, secondo il Pd, confligge con l’autorizzazione di un impianto che introduce un possibile elemento di incompatibilità ambientale.

Il quinto punto riguarda la presenza, nella particella confinante, di una minore con condizioni di salute note alle autorità competenti. La famiglia, stabilitasi in zona proprio per la salubrità del luogo, si troverebbe ora costretta a valutare un trasferimento per evitare rischi per la ragazza, contribuendo ulteriormente allo spopolamento della Valnerina.

Alla luce di queste criticità, il Partito Democratico chiede al Comune di Terni di sospendere i lavori in autotutela e avviare un tavolo di confronto con la comunità locale e i soggetti attuatori dell’opera, così da ottenere una analisi completa delle caratteristiche dell’antenna e valutare un eventuale posizionamento alternativo.

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4 mesi fa

E chi se non il PD?😂😂

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