La comunità di Collepaese – località in zona Torre Orsina – è in fermento dopo l’inizio dei lavori per l’installazione di una nuova antenna 5G alta oltre 30 metri, posizionata a soli 10 metri dalle abitazioni. La vicenda ha sollevato forti preoccupazioni tra i residenti, non solo per i rischi legati alla salute, ma anche per l’impatto ambientale e paesaggistico che l’imponente struttura potrebbe avere sulla zona.
Un caso che ha attirato particolare attenzione riguarda una famiglia residente in Strada dei Mandrilli, dove vive una bambina con un delicato quadro clinico. I medici hanno raccomandato che la bambina eviti la prolungata esposizione a onde radio e campi elettromagnetici, facendo temere che la vicinanza dell’antenna possa comportare gravi rischi per la sua salute. I familiari, preoccupati per le indicazioni mediche, hanno espresso la necessità urgente di fermare l’installazione dell’impianto per proteggere il benessere della bambina.
Oltre alle implicazioni sanitarie, i residenti sollevano anche problemi legati all’ambiente e al paesaggio. L’area dove sta per sorgere l’antenna è infatti sottoposta a vincolo paesaggistico, trovandosi lungo la “strada panoramica”, una zona di particolare valore naturalistico e identitario per la comunità locale. I cittadini temono che l’impianto, con la sua imponente altezza, possa alterare irreversibilmente il profilo del paesaggio e danneggiare un’area di grande pregio.
Le preoccupazioni si estendono anche alla Valnerina, da cui l’antenna sarebbe perfettamente visibile, influenzando negativamente l’estetica e il panorama della zona. In risposta a queste problematiche, un gruppo di cittadini si è rivolto all’Avvocato Antonio De Angelis, presentando una diffida formale al Comune di Terni. La richiesta è quella di sospendere immediatamente i lavori e di verificare la validità delle autorizzazioni urbanistiche e ambientali concesse per l’installazione.
Nel frattempo, si sta organizzando un comitato cittadino spontaneo, con l’obiettivo di coordinare azioni di protesta e difesa del territorio. I residenti hanno dichiarato: “Non siamo contrari al progresso tecnologico, ma riteniamo che questo debba essere perseguito nel rispetto della salute, della sicurezza e del paesaggio. Questa installazione è sproporzionata rispetto alla posizione in cui è collocata, troppo vicina alle case e in un’area che merita protezione, non deturpazione”.
Il comitato ha inoltre lanciato un appello alle autorità comunali, provinciali e regionali, chiedendo un intervento tempestivo per sospendere i lavori e avviare un tavolo di confronto con la popolazione. La richiesta si fonda sulla necessità di trasparenza e partecipazione, affinché la comunità possa essere coinvolta in modo adeguato nelle decisioni che riguardano il proprio territorio e la propria salute.
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