Riportare l’università al centro della vita cittadina di Terni per contrastare la fuga dei giovani verso altre città e creare nuove opportunità per il territorio. È la proposta avanzata da Lorenzo Muzi della Lega giovani Terni, che indica nel potenziamento dell’offerta formativa e nella nascita di un “Campus Urbano” nel centro storico una possibile strategia di sviluppo per la città. Secondo Muzi, servono nuovi corsi universitari e il recupero di quelli cancellati in passato, utilizzando anche edifici oggi inutilizzati, come l’ex foresteria lungo Corso Tacito.
“Per invertire la rotta e fermare la fuga dei giovani verso altre città, è necessario riportare l’università al centro della vita cittadina”, dichiara Lorenzo Muzi, sottolineando come il rafforzamento della presenza universitaria possa rappresentare un elemento decisivo per il futuro di Terni.
Secondo l’esponente della Lega giovani, un primo passo è già stato compiuto con il trasferimento della sede di Economia al Centro Multimediale, struttura considerata strategica per la vicinanza alla stazione ferroviaria e quindi facilmente raggiungibile dagli studenti pendolari e da chi arriva da fuori città.
“Questo però non è sufficiente, è necessario ampliare l’offerta formativa, portando nuovi corsi e riportando quelli che sono stati soppressi in passato”, afferma Muzi, indicando nella crescita dell’università locale uno degli strumenti principali per trattenere i giovani sul territorio.
La proposta punta anche al recupero del patrimonio immobiliare cittadino. Secondo la Lega giovani, gli edifici del centro storico oggi inutilizzati potrebbero essere trasformati in spazi universitari, contribuendo alla nascita di un modello di Campus Urbano capace di integrare formazione, aggregazione e rigenerazione urbana.
“Questa iniziativa si inserisce perfettamente nell’idea di un ‘Campus Urbano’ nel centro storico, una strategia pensata per recuperare il patrimonio edilizio esistente e dare una nuova anima urbana alla città”, spiega Muzi.
Il problema evidenziato riguarda soprattutto la carenza di un’offerta formativa ritenuta adeguata, una situazione che spinge molti giovani ternani a trasferirsi o a spostarsi quotidianamente verso altri poli universitari, in particolare Perugia e Roma.
Secondo Muzi, l’apertura di nuovi corsi di laurea e master avrebbe conseguenze positive non soltanto sul piano accademico, ma anche su quello economico. La presenza quotidiana di centinaia di studenti potrebbe infatti favorire nuovi investimenti nel centro cittadino, oggi alle prese con una fase di difficoltà commerciale.
L’arrivo di una popolazione universitaria più numerosa potrebbe incentivare l’apertura di attività legate alla vita degli studenti, come bar, tavole calde, cartolibrerie e servizi dedicati, creando maggiore movimento nelle vie del centro e sostenendo le attività già presenti.
“La presenza quotidiana di centinaia di studenti motiverebbe molti imprenditori a investire nuovamente nel centro, oggi in crisi, portando all’apertura di nuove attività”, sottolinea il rappresentante della Lega giovani, evidenziando il possibile impatto della presenza universitaria sulla riqualificazione urbana.
La proposta viene indicata anche come una risposta alle difficoltà vissute dagli studenti pendolari che oggi scelgono gli atenei romani. Gli spostamenti quotidiani in treno, secondo Muzi, rappresentano spesso un ostacolo a causa dei ritardi e delle difficoltà nei collegamenti.
“Questa ipotesi potrebbe rappresentare una soluzione concreta anche per i tanti studenti pendolari, che oggi scelgono Roma e che sono costretti a fare i conti con i ritardi quasi quotidiani dei treni”, afferma.
Per la Lega giovani, una sede universitaria più ampia e integrata nel tessuto urbano permetterebbe quindi di migliorare il diritto allo studio, offrendo ai ragazzi la possibilità di frequentare corsi universitari direttamente nella propria città senza affrontare lunghi spostamenti.
“Studiare a Terni, in una sede facilmente raggiungibile e integrata nel contesto urbano, eliminerebbe questo problema, garantendo un vero diritto allo studio”, conclude Muzi.
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