Carenza medici ospedale, Fp Cgil a Bandecchi: “Difendere la sanità pubblica sempre”

La Fp Cgil di Terni interviene sulla situazione dell’ospedale Santa Maria dopo le dichiarazioni del sindaco Stefano Bandecchi sulla “fuga dei medici del Santa Maria”, con il segretario generale Andrea Pitoni che richiama l’attenzione sulla necessità di difendere il ruolo della sanità pubblica. Il sindacalista ha ribadito che il sistema sanitario deve continuare a essere basato sul principio costituzionale del diritto alla cura, indipendentemente dalle condizioni economiche dei cittadini.

“Respingiamo con forza le dichiarazioni pretestuose di tutti quei soggetti, numerosi, che vogliono smantellare i servizi pubblici, specie quelli in conflitto di interesse. Dobbiamo difenderci da tutti i tentativi che tendono a modificare l’attuale modello sociale, imperniato sulla Costituzione, che considera la sanità un diritto e non una prestazione economica. Se così fosse, avrebbero accesso alle cure solo le persone con adeguate risorse economiche”, ha dichiarato Andrea Pitoni.

Il segretario della Fp Cgil ha quindi evidenziato come il tema della permanenza dei professionisti nel Servizio sanitario nazionale non possa essere affrontato considerando soltanto il confronto tra pubblico e privato, ma debba includere anche gli aspetti legati all’organizzazione del lavoro e alla qualità della vita professionale.

Salari, turni e stress: le difficoltà del personale sanitario

Secondo la Fp Cgil, tra gli elementi che possono favorire il passaggio di medici e operatori sanitari verso il settore privato ci sono anche le differenze economiche. I livelli salariali del pubblico impiego sanitario possono rappresentare un fattore di attrazione verso strutture private che garantiscono maggiori remunerazioni, coinvolgendo sia il personale dirigente medico sia quello del comparto, tra cui infermieri e operatori socio-sanitari.

“La nostra categoria e la Camera del lavoro di Terni – prosegue Pitoni –, hanno sempre sottolineato come, ad esempio, il livello contenuto dei salari pubblici possa far sì che il personale dirigente medico sanitario e quello del comparto, Oss e infermieri tra gli altri, sia attirato verso il settore privato che offre maggiori remunerazioni”.

La sigla sindacale ha ricordato il proprio impegno nella difesa del potere d’acquisto dei lavoratori sanitari, in particolare in una fase caratterizzata da un aumento del costo della vita. Tuttavia, secondo Pitoni, la questione economica rappresenta soltanto una parte delle difficoltà che interessano il comparto.

“Da sempre siamo impegnati, e lo ribadiamo anche in questo caso, a tutelare il personale, offrendo adeguati poteri d’acquisto contro i livelli alti inflattivi che conosciamo. Ma, la questione economica non è l’unica che dobbiamo considerare: bisogna garantire ai lavoratori sanitari condizioni di lavoro adeguate che evitino lo stress continuo al quale sono sottoposti”.

Carichi di lavoro e rischio burnout

Nel suo intervento Pitoni ha sottolineato come, nelle decisioni individuali dei professionisti che scelgono di lasciare il sistema pubblico, possano incidere anche i ritmi lavorativi intensi e lo stress accumulato negli anni.

“Sulle decisioni, singole, dell’uscita dal Sistema sanitario nazionale (Ssn), non incidono solo i soldi, spesso, lo stress derivante dai ritmi di lavoro molto intensi, induce verso queste scelte”, ha aggiunto il segretario della Fp Cgil.

Tra le situazioni segnalate dal sindacato ci sono anche quelle relative alla gestione dei turni. “In alcune strutture sanitarie – riporta Pitoni –, per la copertura dei turni, il personale infermieristico deve fronteggiare anche fino a 16 ore consecutive, contravvenendo a tutte le norme che tutelano il recupero psico-fisico dei dipendenti pubblici”.

Secondo la Fp Cgil, il lavoro quotidiano svolto dal personale sanitario rappresenta un elemento fondamentale per garantire l’assistenza ai cittadini. “Bisogna ringraziare queste categorie di lavoratori che mostrano grande senso civico e abnegazione nel proprio lavoro”, ha affermato Pitoni, ricordando anche l’impegno dei medici dell’ospedale.

La richiesta di maggiori investimenti per il Ssn

Nel corso del suo intervento, il segretario della Fp Cgil di Terni ha richiamato anche la proposta di legge di iniziativa popolare promossa per il rafforzamento del Servizio sanitario nazionale. L’obiettivo indicato è quello di incrementare le risorse destinate alla sanità pubblica.

“Tra l’altro, noi, abbiamo proposto la legge di iniziativa popolare per il rafforzamento del Ssn, mettendo in evidenza, tra l’altro, la necessità di destinare maggiori risorse economiche, il 7,5 per cento, in linea con la media europea, per garantire la sanità e fronteggiare adeguatamente il disagio sociale”.

La Fp Cgil ha evidenziato come il personale dell’ospedale Santa Maria di Terni, così come quello delle altre strutture sanitarie, continui a lavorare per assicurare servizi e cure alla popolazione.

“In sintesi, il personale dipendente dell’ospedale di Terni, come di tutti i nosocomi e tutte le strutture della rete sanitaria, lavora con grande impegno per garantire le cure ai cittadini, al limite del burnout”.

Il Santa Maria tra innovazione e nuove esigenze organizzative

Nel finale del suo intervento Andrea Pitoni ha ricordato anche i risultati raggiunti dall’ospedale Santa Maria di Terni, citando il lavoro svolto in diverse specializzazioni, l’utilizzo di nuove tecnologie e il percorso di adeguamento delle strutture.

“Inoltre – aggiunge il segretario Fp Cgil in chiusura –, non sfugge come da diverso tempo, il Santa Maria occupi le cronache per i risultati innovativi raggiunti in diverse specializzazioni, dotazioni di apparecchiature innovative e assetti strutturali in adeguamento”.

Il sindacato ha inoltre sottolineato il rapporto con la direzione aziendale e il confronto sulle questioni riguardanti il personale. “Soddisfacenti sono le relazioni sindacali che abbiamo con le Direzioni che, puntualmente, considerano e si confrontano rispetto alle nostre istanze sindacali”.

Sul tema del reclutamento, la Fp Cgil ha spiegato di confrontarsi con l’azienda per utilizzare gli strumenti previsti dalla normativa. “Il Santa Maria di Terni, pur con le proprie difficoltà, è una realtà consolidata e necessaria per i cittadini”.

Redazione

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