Ospedale di Terni, bilancio 2026 sotto accusa: “Declassamento sistematico”

Il consigliere del CAL Umbria denuncia: numeri che nascondono il ridimensionamento del Santa Maria

Il bilancio preventivo 2026 dell’Ospedale Santa Maria di Terni finisce nel mirino della politica locale. Claudio Batini, consigliere del CAL (Consiglio delle Autonomie Locali) della Regione Umbria,nonchè esponente di Alternativa Popolare ha diffuso una nota critica in cui smonta, dato per dato, il documento contabile dell’azienda ospedaliera ternana, denunciando una strategia di ridimensionamento progressivo del presidio.

I numeri del bilancio: pareggio formale, allarmi sostanziali

Sul piano strettamente contabile, il documento presenta alcuni elementi di ordine. Il bilancio chiude con un pareggio economico di previsione pari a zero euro, nel rispetto dei vincoli normativi vigenti. La spesa per l’acquisto di beni totali cala del 16,77% (-6,81 milioni di euro), trascinata al ribasso dalla contrazione dei prodotti farmaceutici (-18,10%). I 27,17 milioni di euro destinati agli investimenti risultano interamente coperti da fondi statali e regionali, senza ricorso a mutui. Gli accantonamenti, infine, crescono dell’86,01% per costituire un fondo destinato ai futuri rinnovi contrattuali del personale.

Fin qui la facciata. Dietro, secondo Batini, si celano dinamiche ben più preoccupanti.

Produzione in calo, esternalizzazioni alle stelle

Il valore totale della produzione previsto per il 2026 si attesta a 202.943.734 euro, con una contrazione del 7,06% rispetto al consuntivo 2024: un segnale, sostiene il consigliere, di un trend strutturalmente calante delle attività ospedaliere. Parallelamente, esplodono i costi per i servizi sanitari esternalizzati, in crescita del 31,04% (+2,59 milioni di euro). La voce “altri servizi” registra un incremento del +1405,67%, imputabile ai nuovi appalti regionali di supporto per laboratori e trasfusionale.

Crescono anche gli interessi passivi per deficit di cassa (+328,57%), indicatore di una cronica carenza di liquidità. Ma il dato che desta più allarme riguarda la programmazione futura: tutti i 27 milioni di investimenti sono concentrati sull’anno in corso, mentre il biennio 2027-2028 risulta a zero euro.

“Pazienti degradati a clienti”: la denuncia politica

È sul piano politico e simbolico che la nota di Batini si fa più dura. Il consigliere CAL accusa il bilancio di celebrare un riconoscimento “prettamente aziendale a scapito della missione socio-sanitaria” e osserva che coloro che venivano definiti pazienti sono stati, a suo dire, “ufficialmente degradati, a conferma di questa logica ragionieristica, al ruolo di semplici ‘clienti'”.

La critica si estende alla fuga di professionisti dal presidio ternano: “Medici già in forza all’azienda ospedaliera — scrive Batini — decidono di cercare altrove la possibilità di fare carriera, abbandonando un presidio che, dopo averli formati e valorizzati, li lascia scappare a causa di una chiara irresponsabilità istituzionale che riesce a condizionare perfino i vertici ospedalieri.”

Il caso ortopedia e l’appello ai cittadini

Tra i casi concreti citati spicca il reparto di ortopedia, definito “storica eccellenza” del Santa Maria, che secondo Batini rischia di essere compromesso dall’attuale gestione. Il consigliere precisa che la sua non è una critica al personale sanitario — verso cui esprime solidarietà — ma un avvertimento rivolto ai cittadini: “Stiamo subendo un declassamento sanitario e sociale sistematico, che da oggi a Terni dimostra un peso specifico enorme e inaccettabile. Terni non resterà a guardare.”

Redazione

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2 mesi fa

Sono tutti validi motivi per uscire da questa porcata di regione poi ci sta ancora chi si lamenta della giunta tesei che doveva fare meglio e di piu per terni e provincia ovviamente ma questi sono peggio…

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