Ospedale di Terni: “Basta parole, si faccia presto: lo meritano i cittadini”

Con una nota, il consigliere regionale Carissimi interviene sulla vicenda che sta dividendo la politica: "L'inerzia continua a penalizzare la comunità, con i cittadini che si trovano a confrontarsi quotidianamente con "una struttura obsoleta, sovraffollata e inadeguata".

La questione del nuovo ospedale di Terni, dice in una  il Consigliere Regionale della Lega, Daniele Carissimi, resta in bilico tra promesse mancate e una gestione inefficace. Nonostante gli impegni presi quattro anni fa, attraverso mozioni e emendamenti di cui Carissimi è stato primo firmatario, il progetto non ha ancora visto significativi progressi. L’esponente del Carroccio interviene a margine del dibattito fra il Comune e i proponenti una nuova struttura, gli ex direttori Giovannini e Ruscica.

Troppe parole e pochi fatti,” lamenta Carissimi, descrivendo la situazione come una sequela di rinvii e promesse non mantenute che hanno lasciato il progetto in uno stato “precario ed embrionale.” Questa inerzia è percepita come un segno di debolezza politica che non rende giustizia all’importanza di un’opera pubblica così cruciale.

Carissimi sottolinea la grave realtà del contesto sanitario a Terni: “Non serve che ricordi quanto sia fondamentale, nel tessuto vitale di una comunità, la presenza di strutture sanitarie efficienti.” Tuttavia, attualmente, la realtà si presenta frustrante e preoccupante con un progetto che “sembra essere ridotto ancora ad un’idea” e non un piano in fase avanzata di realizzazione.

Il progetto è bloccato in “un limbo di inerzia amministrativa e tecnica”, una situazione che Carissimi descrive con preoccupazione, evidenziando “un’assenza della capacità politica di decidere e trovare soluzioni concrete”. L’inerzia continua a penalizzare la comunità, con i cittadini che si trovano a confrontarsi quotidianamente con “una struttura obsoleta, sovraffollata e inadeguata”.

“Serve una spinta forte, decisa, univoca, incontrovertibile,” insiste Carissimi, chiedendo ai decisori politici di superare l’impasse con decisioni rapide e definitive. “Non domani ma adesso,” è il suo appello urgente, poiché ogni giorno di ritardo si traduce in un danno per i cittadini che richiedono cure mediche tempestive e di qualità.

In conclusione, il Consigliere lancia un monito chiaro: “Non esistono umbri di serie A e umbri di serie B: la salute non può essere sacrificata sull’altare della burocrazia.” È fondamentale che la politica dimostri la propria capacità di agire per il bene comune, trasformando le promesse in realtà tangibili.

Redazione

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