La provincia di Terni non è terra di ribaltoni. Al netto di un comune, Orvieto, che dovrà andare al secondo turno, perché sia pure per poco, Roberta Tardani non ce l’ha fatta a staccare la riconferma immediata, il dato che più emerge dalla consultazione in provincia di Terni è che quasi tutti i sindaci sono stati riconfermati e laddove non correvano, si è scelto di dare continuità all’azione amministrativa: è il caso di Allerona, dove Luca Cupello diventa sindaco succedendo a Daniele Basili, di cui era il vice e Lugnano in Teverina, dove la giunta monolista – ma variamente colorata, con al suo interno elementi che vanno dal Pd alla Lega- ha consegnato lo scranno al vicesindaco Alessandro Dimiziani. Dopo due mandati, l’esponente del Carroccio prende il posto di Gianluca Filiberti, ex Pd poi passato con Bandecchi, col quale probabilmente si scambieranno il posto visto che è risultato il più votato.
L’unico sindaco uscente ricandidato a non avercela fatta è Fabio Roncella, terzo a Montegabbione dove il nuovo cittadino è Sebastiano Caravaggi
Rientro con sconfitta
Correvano in salita due vecchie conoscenze: Paolo Cianfoni a Stroncone, già candidato sindaco di Terni e Leonardo Grimani, ex senatore (Pd, Iv, Azione) e due volte sindaco di San Gemini: ricandidatosi, è arrivato terzo nella città termale rimasta in mano al centrodestra, fermandosi sotto al 5 percento.
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La disfatta di Bandecchi
Il grande sconfitto è indubitabilmente Bandecchi, i cui candidati sindaco sono arrivati in fondo quasi dovunque e che anche a Terni ha perso quasi 10.000 voti. Lui dice di essere comunque soddisfatto “abbiamo messo un semino, mi aspettavo ques’esito” e che “quasi il 10 percento ha votato un partito che prima non c’era”. Ma a livello nazionale, lui che vuole essere premier “per cambiare le cose” ha preso 90.000 voti, lo 0.39 percento.
Una disfatta anche in Umbria, dove correrà con Riccardo Corridore per la presidenza della Regione. Eccezion fatta per Foligno e alcuni comuni del ternano, le cifre raccolte sono minime.
Basta fare un conto per capire la situazione. Nella sola Terni alle comunali prese 13.647 voti, dei quali 3095 per Ap e il resto per le liste collegate. Adesso in tutta l’Umbria, prende 7.245 voti e l’1,84 percento. Una emorragia di oltre 6000 voti. In città Ap ha preso ancora 3600 voti, ma la differenza è che sono gli unici. Un partito, dunque, che non riesce a sfondare fuori dalla provincia. Questo dovrebbe imporre una riflessione.
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