Movimento 5 Stelle e Pd rilanciano sulla questione Ast. Dopo la bocciatura della mozione presentata in regione dalle opposizioni sul caro-energia, che proponeva l’applicazione della legge regionale per la destinazione delle quote gratuite di energia di Enel alle aziende energivore, il consigliere regionale Thomas De Luca ha tenuto – insieme alla ex consigliera comunale Valentina Pococacio – una conferenza stampa al Bloom.
“La Regione preferisce monetizzare la quota di energia gratuita, usando quei soldi per tappare i buchi delle sue partecipate piuttosto che aiutare il sistema siderurgico- dice De Luca- Quando invece aiutare le aziende sarebbe una leva per l’economia del territorio, ovviamente sempre vincolandola al rispetto degli impegni ambientali e nel rispetto delle procedure concorsuali”.
Poi l’altra proposta: “Il decreto semplificazione prevede la possibilità di creare una società mista pubblico-privato per la gestione delle centrali di derivazione idroelettrica – aggiunge – mentre invece non è possibile dare la centrale all’Ast come Arvedi vorrebbe. Nè è possibile nazionalizzarla perchè questa è l’unica cosa che consente la legge. Per cui noi proponiamo di sfruttare questa opportunità. Su questa possibilità c’è stato anche il voto favorevole di tutto il consiglio regionale, dato anche che la proposta era stata appoggiata dal consigliere della Lega Carissimi. Ma trovò l’opposizione della Tesei e dell’assessore Morroni. Creare questo contenitore oggi vuol dire dare a quelle centrali in scadenza come San Liberato di entrare a farne parte.” E cita esempi virtuosi come la Dolomiti Energia, dove le due province autonome sono all’interno della società di gestione: “Con una gara si darebbe poi spazio ai privati e Ast potrebbe entrare in questo modo”.
“Oggi la regione incassa 10 milioni di euro dai canoni dell’idroelettrico – dice De Luca – dei quali 3 milioni si riversano nei territori. Con la nostra proposta ci sarebbe una divisione degli utili, su valori economici molto più alti, dell’ordine di centinaia di milioni di euro”. Il capogruppo del M5S parla però “spinte forti per andare in senso opposto” e di persone che siedono in Parlamento “che vorrebbero rinnovare ad libitum le concessioni e non vogliono che la Regione torni ad impegnarsi”. E chiede a tutte le forze, “non solo quelle del Patto Avanti” di fare squadra. In conclusione, il M5S annuncia che rilancerà la questione con la legge Omnibus che sarà discussa a Palazzo Cesaroni il mese prossimo.
Ast in Parlamento al Question Time
Nel frattempo la questione arriva in Parlamento con una interrogazione dei deputati Pd, prima firmataria Anna Ascani, al ministro per le Imprese Adolfo Urso. Prendendo lo spunto dalle ultime mosse di Ast – la campagna sul caro-energia e la cassa integrazione con la chiusura di un forno – i dem esprimono preoccupazione temendo che l’azienda stia rivedendo le linee guida del piano industriale del 2022. Secondo l’interrogazione, infatti, “più il tempo passa e più vengono messe in discussione le linee guida del piano industriale”, con solo un quarto degli investimenti previsti (200 milioni di euro) realizzati fino ad oggi. “Tale incertezza mette a rischio non solo l’occupazione, ma anche il futuro della produzione siderurgica nel sito ternano”, scrivono dal Pd
Nell’interrogazione presentata alla Camera, i deputati Pd chiedono al Governo di chiarire quali iniziative concrete intenda adottare per “rilanciare la produzione siderurgica nazionale”. In particolare, si richiede “se il Governo abbia intenzione di sostenere il sito di Terni e di dare impulso al piano industriale e all’Accordo di programma che ne regolano il futuro. Gli interroganti denunciano un’inerzia che potrebbe compromettere seriamente la competitività del settore siderurgico e dell’industria manifatturiera in generale”
Urso ha risposto: “I costi dell’energia sono regolate da norme europee, ma il Governo si sta muovendo con il decreto sulle rinnovabili che può attenuare il problema. Altre forme per un sussidio diretto sono possibili solo per gli investimenti. In un tavolo abbiamo comunque fatto alcune ipotesi, delle quali verificheremo la compatibilità con la Ue. Ma mi preme ricordare che i costi più bassi negli altri Paesi viene utilizzato il nucleare di terza generazine, unica soluzione strutturale”.
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[…] all’arma bianca alla Camera dei Deputati durante il Question time a tema energia, con al centro le vicende di Ast. Da una parte l’interrogazione del Pd, dall’altra la replica del Ministro Urso, a cui […]