Cosa unisce la fine del campo largo decretata ieri dal leader del M5S Giuseppe Conte alle diatribe tutte interne al centrodestra ternano dopo l’accordo con Ap? Il terribile spauracchio “del gender”. Eh si perchè a distanza di 24 ore ed in contesti diversi due partiti del centrodestra hanno rilanciato su questo fronte. Ma la cosa curiosa è che il rilancio avviene in situazioni totalmente decontestualizzate dal tema.
Comincia Roberto Pastura, consigliere di FdI a Terni, uno di quelli che siede ancora sui banchi del centrodestra nonostante l’alleanza siglata a Roma col nemico Bandecchi. Il consigliere del pd Francesco Filipponi l’altro giorno, in occasione della seduta del bilancio lo attacca, stuzzicandolo sul fatto che sino a prima dell’accordo era stato uno dei più aspri contestatori e oppositori del segretario di Alternativa Popolare, nei confronti del quale aveva usato parole durissime. A quel punto Pastura chiede la parola “per fatto personale” e se ne esce con la frase ” “Io rimango contrario a questa amministrazione, ma io non vado a fare campagna elettorale in Regione con chi, pur essendo persona seria e venendo dal mondo cattolico poi va a proporre le teorie gender nelle scuole elementari”. La reazione del capogruppo Cecconi la potete vedere nella foto di copertina.
Dopo 24 ore, stesse parole dall’onorevole Riccardo Augusto Marchetti, segretario regionale della Lega: “Cosa ne sarà in Umbria del campo extra-large che sostiene Stefania Proietti e che vede i cattolici andare a braccetto con i promotori dell’utero in affitto, favorevoli anche alle adozioni gay? . Concetti quasi in fotocopia.