Il bambino medicalmente complesso: verso una rete regionale multidisciplinare

Il 9 maggio alla BCT di Terni specialisti e istituzioni si confronteranno per costruire un nuovo modello di assistenza ai minori con patologie croniche complesse

Un bambino su 200, in Umbria come nel resto d’Italia, convive con una malattia cronica complessa. Si tratta di patologie rare, degenerative, congenite o acquisite, che richiedono cure continuative e interventi mirati da parte di più figure sanitarie. Grazie ai progressi scientifici e tecnologici, molte di queste condizioni oggi sono trattabili, ma non per questo meno impattanti sulla vita quotidiana del piccolo paziente e della sua famiglia.

Questi bambini, definiti “medicalmente complessi” (CMC), necessitano di un’assistenza integrata, che superi l’approccio puramente clinico per abbracciare anche gli aspetti relazionali, emotivi e sociali. Spesso vivono il peso di una routine fatta di terapie, controlli e isolamento, con conseguenze che si ripercuotono anche sul nucleo familiare, minando l’equilibrio psicologico e sociale.

Proprio per riflettere su questi aspetti e promuovere una nuova visione multidisciplinare della cura, il prossimo 9 maggio la Biblioteca Comunale di Terni (BCT) ospiterà una giornata di approfondimento organizzata dal Professor Augusto Pasini e dalla dottoressa Ludovica Lucarini dell’Unità Complessa di Neuropsichiatria Infantile e dell’Adolescenza. L’evento vedrà il coinvolgimento di numerosi specialisti: pediatri, fisiatri, pneumologi, neuropsichiatri infantili, fisioterapisti, infermieri, logopedisti, psicologi e giuristi, affiancati dai Direttori Generali e Sanitari dei Distretti sanitari umbri.

Tra gli interventi previsti, anche quello del Direttore Generale dell’Azienda Usl Umbria 2, Piero Carsili, a testimonianza dell’interesse istituzionale verso un problema crescente e sempre più sentito. L’obiettivo principale è ambizioso quanto necessario: costruire una rete regionale capace di fornire risposte tempestive, competenti e coordinate alle esigenze dei CMC e delle loro famiglie.

Il focus sarà posto sulla riabilitazione personalizzata, vista non solo come percorso clinico ma come opportunità per migliorare la qualità della vita, ridurre le complicanze e incentivare l’autonomia. In questo contesto, il ruolo del team riabilitativo assume una centralità decisiva, agendo in stretta connessione con la famiglia e con tutti i servizi coinvolti.

L’approccio auspicato è quello della “cura globale”: non solo guarire o contenere la patologia, ma accompagnare il bambino nel suo percorso di crescita, sostenere la famiglia, favorire l’inclusione e il benessere. La giornata del 9 maggio rappresenta, dunque, un primo passo verso un cambiamento sistemico, che parte dalla consapevolezza e dall’ascolto per arrivare a un’assistenza realmente a misura di bambino.

Redazione

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