Terni affonda: lavoro povero, pensioni basse e sempre meno giovani

Dal rendiconto INPS 2024 emergono segnali contrastanti: crescono contributi e occupazione, ma resta forte il divario di genere e il reddito resta basso

Nel 2024 la provincia di Terni registra un saldo demografico negativo e una popolazione sempre più anziana, due fattori che influenzano direttamente la spesa pensionistica, incidendo sul rapporto tra prestazioni sociali e risorse disponibili. A riportarlo è il Rendiconto sociale INPS 2024, che fornisce un quadro dettagliato e aggiornato della situazione economica e sociale del territorio.

L’importo medio mensile delle pensioni erogate in provincia è di 894 euro, un valore nettamente inferiore rispetto alla media umbra di 1.241 euro e ancor più distante da quella nazionale, pari a 1.415 euro. Questa disparità evidenzia una condizione economica più fragile, che riflette una storia contributiva debole e, in molti casi, carriere lavorative discontinue.

Nonostante ciò, alcuni indicatori lasciano intravedere segnali di miglioramento: la forza lavoro è in crescita e il tasso di disoccupazione scende dal 6,5% al 5%. Tuttavia, l’espansione occupazionale si accompagna a un fenomeno strutturale: il lavoro povero. Si tratta di occupazioni mal retribuite e poco qualificate, che spesso non garantiscono un tenore di vita dignitoso. Questo scenario spinge molti giovani laureati a cercare opportunità fuori provincia, alimentando il fenomeno della migrazione intellettuale e impoverendo ulteriormente il tessuto produttivo locale.

Altro dato significativo riguarda il divario occupazionale di genere, più accentuato rispetto alla media nazionale. Il 53% delle donne lavoratrici è impiegato in modalità part-time, una percentuale che si confronta con il 14% degli uomini. Questa differenza non solo sottolinea una persistente disparità di accesso al lavoro stabile e a tempo pieno, ma incide anche sul futuro pensionistico delle donne, contribuendo alla già citata debolezza dell’importo medio mensile percepito.

Dal punto di vista delle entrate contributive, si segnala un aumento positivo: 273 milioni di euro nel 2024, ovvero 9 milioni in più rispetto al 2023. Questo incremento è sintomo di una base occupazionale in leggero ampliamento, ma non sufficiente – almeno per ora – a compensare gli effetti negativi del calo demografico e dell’invecchiamento della popolazione attiva.

Angela Santopietro, direttore Inps della provincia di Terni spiega alla TGR: ” I conti reggono, ma preoccupa la prospettiva, perchè ci sono sempre meno giovani in età lavorativa. Il saldo migratorio non compensa e quindi speriamo che il trend si inverta”. Aggiunge  Guglielmo Bizzarri, presidente del comitato di vigilanza della provincia di Terni: “Le retribuzioni sono fra le più basse d’Italia e questo si ripercuote sulle pensioni”.

Presente anche Riccardo Marcelli, segretario regionale Cisl: ” La presentazione del rendiconto sociale dell’INPS rappresenta la fotografia di un territorio che permette però di comprendere le tendenze sociali per programmare politiche efficaci e mirate soprattutto in un momento come quello attuale dove la Regione è alle prese con il Defr, il documento economico e finanziario – sottolinea –  Con una popolazione che invecchia e che deve rimanere al lavoro più a lungo dobbiamo creare attraverso la partecipazione di tutti gli attori le condizioni per accompagnare il lavoratore anziano, che per secondo l’Oms  è quello che ha più di 55 anni, nel miglior modo possibile alla pensione attraverso la promozione della salute e l’invecchiamento attivo. Bisogna aumentare la produttività per far crescere i salari e ridurre il gap salariale tra uomini e donne”

Il quadro tracciato dall’INPS mette dunque in evidenza una provincia in trasformazione, ma ancora fragile, dove gli sforzi per migliorare il mercato del lavoro si scontrano con difficoltà strutturali legate alla qualità dell’occupazione, al genere e all’equilibrio tra popolazione attiva e pensionati.

Subscribe
Notificami
guest
8 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati
Inline Feedbacks
View all comments
Commento da Facebook
Commento da Facebook
3 mesi fa

…e se qualcuno si muove, ….

Commento da Facebook
Commento da Facebook
3 mesi fa

𝕿𝖍𝖊 end

Commento da Facebook
Commento da Facebook
3 mesi fa

Ormai un dormitorio… Chi opera a Terni… “Prende” e non lascia un niente di niente… Il popolo ormai privo di forza… Il governo locale non ha mai avuto capacità di elevare Terni… Tutti inermi nella mediocrità, mentre i migliori se ne vanno. Spero sia rimasto un po’ di orgoglio e forza alla nostra brava gente di ribaltare questo marciume.

Commento da Facebook
Commento da Facebook
3 mesi fa

Ecco a voi Dubai 🐫 con uno spruzzo della Ville Lumiere 🤹🏻‍♀️ e un goccio di Chanel N*5 💄

Commento da Facebook
Commento da Facebook
3 mesi fa

Non è una novità.

Commento da Facebook
Commento da Facebook
3 mesi fa

Dubai

Commento da Facebook
Commento da Facebook
3 mesi fa

Questa è la cruda realtà di Terni: ciò che sembra contare sono gli show quotidiani delle nostre istituzioni, lo stadio, la Ternana Calcio e tutto ciò che vi ruota attorno. Non a caso molti quotidiani online parlano quasi esclusivamente di squadra e stadio, riflettendo non solo la povertà del tessuto sociale ed economico, ma anche quella emotiva e intellettuale di una parte della città che vuole mantenere accesi interesse e consenso solo su questo. Intanto, della povertà crescente, dell’inquinamento e di una città che invecchia sempre di più non importare a nessuno.

Commento da Facebook
Commento da Facebook
3 mesi fa

Tutto bene ….. insomma

Articoli correlati

Nel 2024 la provincia ternana registra 20.660 euro pro capite, con un incremento del 2,52%:...
Palazzo Donini Giunta Regione Umbria
La chiusura progressiva delle filiali colpisce anche il ternano: First Cisl, Uilca, Fisac Cgil e...
Palazzo Spada
Il Comune guida la classifica nazionale sulla capacità di riscossione tra le città sopra i...

Altre notizie