Amelia, calci e pugni agli infermieri che lo stanno soccorrendo: denunciato

Un ventenne in forte agitazione attacca autista e infermiere durante il soccorso: indagini dei carabinieri e solidarietà dell’Ordine degli infermieri

Un intervento del servizio di emergenza 118 ad Amelia, avvenuto nella notte tra sabato 7 e domenica 8 febbraio, si è trasformato in un episodio di violenza contro il personale sanitario. Un giovane di circa vent’anni, in evidente stato di agitazione psicomotoria, ha aggredito un infermiere e l’autista dell’ambulanza mentre i due operatori stavano cercando di prestargli soccorso e di trasferirlo in ospedale. L’episodio, riportato dall’edizione odierna de Il Messaggero, è ora al vaglio dei carabinieri, che hanno avviato le indagini e proceduto con una denuncia d’ufficio.

Secondo quanto ricostruito, il giovane avrebbe assunto un eccesso di farmaci, condizione che avrebbe contribuito allo stato di forte alterazione. Durante le operazioni di caricamento sull’ambulanza, il paziente ha improvvisamente reagito in modo violento, sferrando un pugno al mento dell’infermiere e colpendo l’autista con calci all’addome. Le lesioni riportate dai due operatori del 118 sono state successivamente giudicate guaribili in dieci giorni, ma l’aggressione ha messo seriamente a rischio la sicurezza dell’equipaggio e del paziente stesso.

Nonostante le ferite subite e la situazione estremamente critica, i due soccorritori sono riusciti a portare a termine il trasporto sanitario verso l’ospedale di Terni. Il viaggio non è stato privo di ulteriori difficoltà: lungo il tragitto, infatti, si è resa necessaria una breve sosta a causa di una nuova crisi di agitazione del giovane, che ha nuovamente complicato le operazioni di soccorso. Solo grazie alla professionalità e al sangue freddo degli operatori è stato possibile evitare conseguenze ancora più gravi.

All’arrivo presso il pronto soccorso dell’ospedale ternano, la situazione è stata riportata sotto controllo grazie anche al supporto dei carabinieri, intervenuti per garantire la sicurezza. Il ventenne è stato quindi affidato alle cure del personale sanitario, mentre l’infermiere e l’autista del 118 sono stati medicati per i traumi riportati. Parallelamente, le forze dell’ordine hanno avviato gli accertamenti necessari per chiarire l’esatta dinamica dei fatti e le responsabilità penali dell’accaduto.

L’episodio ha riacceso l’attenzione sul tema della sicurezza degli operatori sanitari, sempre più spesso vittime di aggressioni durante il servizio. In questo contesto è intervenuto anche l’Ordine delle Professioni Infermieristiche (OPI) di Terni, che ha diffuso un comunicato ufficiale esprimendo “profonda e sentita solidarietà ai colleghi del servizio di emergenza territoriale 118”, rimasti coinvolti nella violenta aggressione.

Nel documento, l’OPI sottolinea come si tratti dell’ennesimo episodio di violenza ai danni del personale sanitario e sociosanitario, definendo il fenomeno “ormai inaccettabile”. L’Ordine evidenzia la necessità di affrontare la questione con strumenti concreti, richiamando l’importanza della giustizia e della piena applicazione delle leggi vigenti. Secondo quanto affermato, non è più tollerabile lavorare in condizioni di paura e insicurezza, né assistere al ripetersi di situazioni che compromettono la serenità degli operatori e la qualità dei servizi sanitari offerti ai cittadini.

L’aggressione avvenuta ad Amelia si inserisce in un quadro più ampio di crescenti episodi di violenza nei confronti del personale del 118 e dei pronto soccorso, spesso impegnati in contesti complessi e ad alto rischio. Le indagini dei carabinieri proseguono per accertare eventuali ulteriori responsabilità, mentre resta alta l’attenzione istituzionale e professionale su un problema che continua a suscitare forte preoccupazione nel mondo sanitario.

Redazione

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