Morti sul lavoro, Terni a zero nel 2026. Allarme malattie professionali

La provincia ternana registra -6,7% negli infortuni e zero morti a gennaio 2026, contribuendo al trend positivo regionale. Ma le patologie da lavoro crescono anche a Terni, in linea con il dato umbro

Se Perugia porta il peso numerico maggiore, Terni racconta una storia diversa, fatta di dimensioni più contenute e, almeno in questo avvio del 2026, di segnali incoraggianti che meritano attenzione. I dati Inail riferiti a gennaio 2026 mostrano per la provincia ternana un calo degli infortuni da 149 a 139 casi rispetto allo stesso mese del 2025: un -6,7% che rappresenta la variazione più significativa in positivo tra le due province umbre. I dati sono dell’Inail Umbria e sono stati presentati a Perugia nel corso dell’evento “Sicurezza, Salute e Ambiente di Lavoro” organizzata da Filca Cisl Umbria e consulenti del lavoro   presso Formedil

L’Umbria nel complesso passa da 744 a 735 infortuni (-1,2%), andamento opposto all’Italia, che segna invece un +0,2%. Sul fronte dei casi mortali, Terni registra zero decessi a gennaio 2026, invariato rispetto al gennaio 2025. A livello regionale i morti scendono da 4 a 0; in Italia da 60 a 34 (-43,4%).

Le malattie professionali denunciate nella provincia di Terni a gennaio 2026 sono 96, rispetto alle 99 dello stesso mese del 2025, con una variazione del -3%. Un dato contenuto, in controtendenza rispetto alla crescita registrata dalla provincia di Perugia (+19,5%, da 230 a 275 casi) e dal totale regionale umbro (+12,7%, da 329 a 371 casi). La provincia ternana pesa per circa il 26% delle malattie professionali dell’intera Umbria.

A livello nazionale, le malattie professionali denunciate a gennaio 2026 sono 7.535, contro le 6.587 dello stesso periodo 2025 (+14,4%).

Umbria 2021-2025: il quadro strutturale degli infortuni

Nel quinquennio 2021-2025, gli infortuni sul lavoro in Umbria passano da 9.090 a 10.311 casi annui, con un incremento del +13,5%, più che doppio rispetto al +6% italiano. La media regionale è di 28 infortuni al giorno. Il dato nazionale sale da 564.443 a 597.710 casi.

Sul fronte della mortalità sul lavoro, l’Umbria registra un miglioramento strutturale significativo: i decessi scendono da 28 nel 2021 a 19 nel 2025, con una riduzione del -32%, più accentuata rispetto al -25% italiano. La frequenza attuale in regione è di un morte ogni 20 giorni, contro i 3 al giorno a livello nazionale.

Le malattie professionali in Umbria nel quinquennio mostrano l’incremento più preoccupante: da 2.308 nel 2021 a 4.350 nel 2025 (+88,5%), al di sopra del già elevato +78% nazionale (da 55.201 a 98.463 casi). La media regionale è di 12 nuove denunce di malattia professionale al giorno.

Settori a rischio in Umbria: manifattura e costruzioni in testa

La distribuzione degli infortuni per comparto economico in Umbria nel 2025 vede la gestione industria e servizi come la più colpita, con 7.492 casi sui 10.311 totali. Seguono il conto stato (2.088) e l’agricoltura (731).

Nella gestione industria e servizi, i settori con il maggior numero di infortuni denunciati sono: manifattura (1.229), costruzioni (722), commercio all’ingrosso e al dettaglio (633), sanità (617), trasporto e magazzinaggio (546), alloggio e ristorazione (344), servizi di supporto alle imprese (233), amministrazione pubblica e difesa (98). La manifattura, comparto storicamente radicato anche nel territorio ternano, registra il dato assoluto più elevato.

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