La messa in liquidazione della Ternana Calcio scuote profondamente la città di Terni e riaccende il dibattito sul futuro di una delle società calcistiche più storiche dell’Umbria. A prendere posizione con forza sono il consigliere del gruppo Masselli sindaco Valdimiro Orsini che rivolge un appello urgente alla proprietà affinché si torni sui propri passi, scongiurando quella che definiscono una vera e propria «morte sportiva» per il territorio.
La crisi, esplosa nelle ultime ore, mette a rischio cento anni di storia calcistica, un patrimonio identitario che la comunità ternana ha sempre considerato molto più di un semplice club professionistico. La perdita del titolo sportivo, conseguenza diretta della procedura di liquidazione, rappresenterebbe un danno irreversibile non soltanto per lo sport locale, ma per l’intero tessuto economico e sociale della città.
L’appello alla proprietà: “Esplorare tutte le strade alternative”
Nel documento diffuso, Orsini chiede con urgenza che la proprietà convochi tavoli di negoziazione trasparenti e valuti concretamente ogni ipotesi di subentro in grado di garantire la continuità societaria. L’invito è a non trattare il club come una voce di bilancio da chiudere, ma come un’istituzione che appartiene prima di tutto ai tifosi e alla collettività.
«La Ternana non è un semplice asset aziendale, è un bene comune che non può sparire nel nulla», sottolinea.
Critiche alla Regione Umbria e alla classe politica locale
La dichiarazione non risparmia critiche durissime nei confronti della Regione Umbria. Orsini stigmatizza quello che definisce un silenzio incomprensibile, giudicato come indifferenza istituzionale di fronte a una crisi che ha connotati sociali ben oltre quelli sportivi.
Ancor più grave, secondo il consigliere, sarebbe l’atteggiamento di chi sembrerebbe accogliere con malcelato compiacimento le difficoltà del club, dimenticando che il calcio professionistico genera un indotto economico significativo per l’intera area. Viene richiamata espressamente la responsabilità politica degli enti regionali, accusati di osservare il declino della Ternana come se fosse un processo inevitabile anziché una crisi da affrontare con strumenti concreti.
La classe dirigente locale viene invitata ad abbandonare quello che Orsini definisce «torpore istituzionale», assumendosi il compito di tutelare le eccellenze del proprio territorio invece di alimentare polemiche sterili o, peggio, voltarsi dall’altra parte.
Il titolo sportivo al centro della battaglia
Il nodo centrale della vicenda rimane la sopravvivenza del titolo sportivo. In caso di liquidazione definitiva, il titolo verrebbe meno, impedendo di fatto qualsiasi ripartenza che non passi per le categorie dilettantistiche, con tutto ciò che questo comporta in termini di anni persi e risorse disperse.
È proprio su questo punto che si concentra la pressione politica esercitata da Orsini: l’apertura immediata di trattative con potenziali acquirenti, la trasparenza nelle comunicazioni alla città e la disponibilità della proprietà a farsi da parte pur di preservare l’esistenza della società.
La tifoseria ternana, storicamente combattiva e radicata, attende risposte concrete. Nelle prossime ore si gioca una parita chiave, forse la più importante nella storia recente del club.
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