Sanità umbra in equilibrio: bilanci 2025 tornano in positivo

Ospedale di Terni e Usl Umbria 2 chiudono con utili minimi grazie a contributi e gestione efficiente

Ospedale di Terni

Il 2025 segna un’inversione di tendenza per i bilanci della sanità in Umbria, con risultati che tornano in territorio positivo dopo le perdite registrate l’anno precedente. L’azienda ospedaliera Santa Maria di Terni chiude l’esercizio con un utile di 13.082 euro, ribaltando il passivo di 5,6 milioni del 2024. Un andamento simile si registra anche per la Usl Umbria 2, che passa da un rosso di circa 11 milioni a un risultato positivo di 41 mila euro.

Il ritorno all’equilibrio economico è stato possibile grazie a una crescita delle componenti positive superiore a quella dei costi, supportata da interventi straordinari e contributi pubblici.

Ospedale di Terni: crescita e contenimento dei costi

Entrando nel dettaglio, l’ospedale ternano evidenzia un incremento del valore della produzione, salito a 225,8 milioni di euro (+3,4%). Parallelamente, i costi della produzione raggiungono i 222,3 milioni (+2,3%), permettendo un margine operativo di 3,4 milioni.

La spesa per il personale si conferma la voce più rilevante, con un aumento da 98,5 a 102,5 milioni di euro. Sul fronte delle entrate, i contributi pubblici crescono sensibilmente fino a 64 milioni, rispetto ai 56,7 milioni dell’anno precedente.

Nonostante il miglioramento generale, il flusso di cassa resta negativo, anche se in netto recupero: -3,5 milioni contro gli oltre 13 milioni del 2024.

Crediti, debiti e occupazione

Lo stato patrimoniale mostra dinamiche contrastanti. I crediti aumentano fino a raggiungere i 109 milioni di euro, mentre i debiti scendono a 57,9 milioni.

Sul piano occupazionale, il personale complessivo arriva a 1.815 unità, in crescita rispetto alle 1.751 del 2024. Significativo l’aumento dei contratti a tempo determinato, più che raddoppiati, segnale di una gestione ancora in fase di adattamento alle esigenze operative.

Il ruolo dei finanziamenti straordinari

Determinante per il raggiungimento dell’equilibrio è stato l’intervento della Regione, che nei primi mesi del 2026 ha stanziato risorse aggiuntive relative all’esercizio precedente. Questi fondi, pur non coprendo integralmente le prestazioni extra (pari a circa 2,3 milioni), hanno contribuito a chiudere il bilancio in pareggio.

L’efficienza interna e il controllo dei costi hanno rappresentato un altro pilastro fondamentale, insieme alla riorganizzazione delle liste di attesa e alla generazione di proventi straordinari.

Aumento della spesa sanitaria e innovazione

Tra le voci di spesa emerge l’incremento per l’acquisto di farmaci, in particolare oncologici e oncoematologici, con un aumento di 1,2 milioni di euro. Questo dato è legato sia all’introduzione di nuove terapie sia all’aumento dei trattamenti grazie alla diagnostica avanzata.

Cresce anche la spesa per antimicrobici ad uso sistemico, con un incremento di 640 mila euro. L’innovazione terapeutica, pur migliorando l’aspettativa di vita, comporta quindi un impatto significativo sui costi sanitari.

Usl Umbria 2: contributi e attività in crescita

Per la Usl Umbria 2, il miglioramento del risultato economico è dovuto principalmente a due fattori: l’aumento dei contributi, che nel 2025 crescono di circa 35 milioni, e l’incremento dell’attività sanitaria complessiva.

Anche i ricavi da ticket mostrano un andamento positivo, con un aumento del 5% pari a 435 mila euro. Tuttavia, lo stato patrimoniale evidenzia un forte aumento sia dei crediti, che superano i 300 milioni, sia dei debiti, saliti a 177 milioni (+18,7%).

Liquidità e criticità strutturali

Nonostante la disponibilità di liquidità sia stata sufficiente a coprire le esigenze operative senza ricorrere ad anticipazioni di cassa, emergono criticità legate alla riduzione del Fondo sanitario regionale. Questa dinamica, avviata già nel 2023, continua a influenzare gli equilibri finanziari.

Carenza di personale: una sfida ancora aperta

Rimane irrisolta la questione della carenza di personale sanitario. Le difficoltà riguardano in particolare le aree mediche, chirurgiche e alcune strutture territoriali più svantaggiate, nonostante gli sforzi di reclutamento intensificati nel corso del 2025.

Questo elemento rappresenta una delle principali sfide per il futuro, incidendo sulla capacità del sistema sanitario di garantire servizi efficienti e uniformi sul territorio.

Redazione

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