Bandecchi per Terni, Federighi minimizza: “Le due opposizioni stanno peggio”

Quattro consiglieri lasciano Alternativa Popolare e fondano "Bandecchi per Terni": il commento di Raffaello Federighi sugli equilibri in Consiglio Comunale.

A Terni, in seno al Consiglio Comunale, quattro consiglieri hanno dato vita a un nuovo gruppo consiliare denominato “Bandecchi per Terni”. I quattro provenivano in precedenza dal gruppo di Alternativa Popolare (AP) e con la nuova sigla intendono ribadire, come confermato da specifiche dichiarazioni, la continuità del sostegno all’attuale amministrazione guidata dal Sindaco Stefano Bandecchi.

Le reazioni però continuano ad arrivare e l’ultima è quella di un fedelissimo del sindaco, il consigliere di Ap e suo capo di gabinetto in Provincia Raffaello Federighi.

In una lunga e articolata – anche nel linguaggio – nota Federighi definisce la nascita del nuovo gruppo una decisione “importante, ma non particolarmente rilevante”, soprattutto se confrontata con le difficoltà interne che, a suo avviso, interessano tanto il centrodestra quanto il centrosinistra ternani, entrambi i quali avrebbero visto i propri candidati sindaci abbandonare la coalizione elettorale originaria.

Il consigliere ricorda di essersi tenuto distaccato dal dibattito politico quotidiano sin dal giugno 2023, da quando il Sindaco gli ha affidato le deleghe alla sicurezza in Comune e l’incarico di Capo di Gabinetto in Provincia. Pur mantenendo questo riserbo, Federighi precisa di non essere rimasto inattivo sul piano del pensiero politico, smentendo ironicamente eventuali distrazioni legate all’apprendimento del gioco del golf.

Il comunicato individua due scostamenti procedurali ritenuti non trascurabili nell’attuale Consiliatura. Il primo riguarda il criterio con cui vengono attribuiti gli incarichi politici, che secondo Federighi dovrebbe sempre seguire il consenso elettorale conseguito da ciascun eletto, in quanto sono i voti a determinare chi debba ricoprire i ruoli istituzionali più rilevanti. Il secondo attiene invece al ruolo del gruppo consiliare, che per il consigliere esercita una funzione di indirizzo e controllo nei confronti della Giunta, e non il contrario, detenendo insieme al Sindaco la responsabilità dell’iniziativa politica.

Proprio la mancata piena applicazione di questi principi avrebbe generato, secondo il comunicato, alcune tensioni interne, al punto da spingere il Sindaco, nel febbraio 2026, a modificare in profondità la Giunta originaria per correggere gli squilibri emersi. Federighi rimanda a un confronto diretto tra il Sindaco e i Consiglieri Comunali la valutazione sui risultati ottenuti da quell’intervento.

Sul piano amministrativo, il comunicato rivendica i risultati della Giunta Bandecchi, in particolare la gestione del dissesto finanziario del Comune, che l’amministrazione avrebbe risolto mantenendo i conti in ordine e senza contrarre nuovo debito. Rispetto a chi solleva dubbi su questi risultati, Federighi usa l’espressione “business are usual”, respingendo i tentativi di coinvolgere Procura e Prefettura nel confronto politico locale.

Infine, il consigliere ribadisce l’intenzione di concludere la Consiliatura nelle stesse condizioni con cui l’ha iniziata, riservandosi, in caso contrario, di comunicare privatamente eventuali decisioni al Sindaco prima di eventuali dimissioni. Chiude il comunicato una citazione latina, “semel in anno licet insanire”, con cui Federighi si dichiara sorprendentemente d’accordo con un ex esponente dell’amministrazione comunale, che in passato aveva dichiarato pubblicamente: “ho da tempo voltato pagina e non mi piacciono le minestre riscaldate”.

Redazione

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