Sanità pubblica al centro del dibattito della Festa de l’Unità, presenti l’ex ministro Rosy Bindi e il sindaco di Ravenna nonchè presidente della Regione Emilia-Romagna Michele De Pascale, oltre alla presidente di Regione Stefania Proietti e a Marina Sereni, del dipartimento nazionale sanità del Pd. Modera l’incontro Luciano Fassari, direttore del Quotidiano Sanità
Al centro la riforma del Titolo V della Costituzione, che nel 2001 trasferito la gestione e l’organizzazione della sanità dallo Stato alle Regioni, introducendo il federalismo sanitario in Italia: “L’abbiamo votata e bisogna fare ammenda, è stato un errore – ha detto De Pascale – perchè ora sta portando a squilibri evidenti”. Attacco all’autonomia differenziata: “Anche una sanità che funziona come quella romagnola può andare in crash se va in sovraccarico per le persone che dal sud vengono a curarsi qui. Noi dobbiamo lavorare per rafforzare la sanità territoriale ma anche il gap che c’è ora. La sanità pubblica non è più per tutti, c’è già una sanità di serie A e una di serie B”.
De Pascale poi va all’attacco del Governo: “Non si può aumentare la spesa militare e quella sanitaria insieme, o fai una o fai l’altra. Noi dobbiamo fare una scelta precisa: investire altri 20 miliardi di euro per la sanità che in questo momento vogliono dire il 7 percento del Pil”. E ancora: “La flat tax toglierà servizi. Hai dei benefici sul breve termine, ma a lungo ci si accorgerà che da qualche parte bisogna tagliare”.
Rosy Bindi: via facilitazioni fiscali
L’ex ministro va ancora più a fondo: “Dove troviamo le risorse per la sanità? Togliendo facilitazioni fiscali a chi si fa le assicurazioni per conto proprio. Se uno preferisce un fondo integrativo piuttosto che un aumento dello stipendio, lo faccia. Sbaglia, perché compromette anche la pensione e la liquidazione e rompe anche la solidarietà nel campo previdenziale. Ma se lo vuoi fare, lo faccia. Quello che io non ammetto è che si debba dare dei vantaggi fiscali che si aggirano almeno intorno a 5 miliardi almeno in questo momento, che sarebbe già un’entrata non indifferente per il fondo sanitario a partire dal prossimo anno. Togli i soldi alla comunità per darle a chi ha più possibilità. Perché chi è che si può fare un’assicurazione? Sicuramente chi ha più soldi”
Niente sanità privata nemmeno per la formazione
De Pascale incalza contro la sanità privata: “L’uomo più ricco e il più povero devono essere curati nello stesso ospedale dalle stesse persone. Il turismo sanitario? In Lombardia ci riempiono gli alberghi, da noi non succederà mai”. Sul tema rilancia anche Stefania Proietti: “Hanno provato a commissariarci sulle liste di attesa, non ci sono riusciti: diciamo no ai privati per abbattere le liste di attesa, così come diciamo no alla formazione privata: i nostri medici non possono formarsi in atenei online, abbiamo potenziato i corsi di medicina della nostra università. Ospedale di Terni è per noi opera strategica, lo è perchè è centrale per l’Umbria”
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E quali sarebbero questi benefici che vogliono togliere??