A Terni, la qualità dell’aria continua a essere un tema cruciale, con due stazioni di monitoraggio su cinque che nel 2024 hanno registrato superamenti oltre la soglia di 35 giorni annui prevista per le polveri sottili Pm10, secondo il decreto legislativo 155/2010. La situazione più critica riguarda la stazione urbana di Le Grazie, che ha totalizzato 39 giorni di superamento (media h24 superiore a 50 µg/m³). Sul fronte industriale, la centralina di Maratta ha registrato ben 41 giorni oltre il limite, confermando una tendenza già osservata negli anni precedenti.
Segnali migliori arrivano da altre stazioni cittadine, come Borgo Rivo e Carrara, rispettivamente con 30 e 33 sforamenti, e da Prisciano, che si è fermata a 33 giorni, in calo rispetto agli anni precedenti. Tuttavia, il confronto con il passato rivela un peggioramento per Le Grazie, che torna a superare i limiti dopo quattro anni di relativa stabilità. Nel 2023, la stessa stazione aveva registrato 35 superamenti, rimanendo appena sotto la soglia critica.
Confronto con gli anni precedenti
Negli ultimi tre anni, i dati mostrano una fluttuazione preoccupante. Nel 2023, nessuna stazione urbana aveva superato i 35 giorni, mentre sul fronte industriale, Prisciano si era fermata a 19 sforamenti, meno della metà rispetto al 2024. La stazione di Maratta, invece, si conferma stabile con valori costantemente sopra i 40 superamenti annui, mentre le stazioni urbane evidenziano un ritorno alle criticità passate, come accaduto nel 2022.
Scontro politico
Avevamo dato conto delle parole del consigliere pentastellato Claudio Fiorelli, ma la vicenda ora si gioca anche sul piano più alto. Il neo assessore regionale all’ambiente, Thomas De Luca, infatti, sottolinea la necessità di azioni immediate: “Il superamento della soglia di 35 sforamenti annui per il limite di concentrazione in atmosfera di Pm10, rilevato nuovamente dopo quattro anni nella centralina urbana Le Grazie, richiede l’immediata revisione degli strumenti attualmente in campo per la tutela della qualità dell’aria”, ha dichiarato.
De Luca ha poi evidenziato l’importanza di affrontare i superamenti anche nelle aree industriali: “Questi dati, accompagnati dal costante superamento dei valori obiettivo per il nichel nella centralina di Prisciano, impongono un intervento deciso. Nonostante lo scorporo di fenomeni naturali come le polveri sahariane, l’impatto sulla salute pubblica resta preoccupante”. L’assessore ha annunciato che presenterà al Ministero dell’Ambiente una richiesta per rifinanziare l’Accordo di programma regionale.
Non si è fatta attendere la replica del vicesindaco di Terni, che ha espresso preoccupazione per le implicazioni sulle acciaierie locali: “Le dichiarazioni dell’assessore regionale De Luca evidenziano quello che temevamo e che più volte abbiamo ribadito in campagna elettorale: rischiamo di tagliare le gambe alle acciaierie di Terni”, ha affermato, aggiungendo che è necessario bilanciare innovazione e tradizione. “Ambiente e industria possono andare di pari passo, ma serve una visione condivisa che non penalizzi un settore strategico per il territorio”, ha concluso.
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