E’ scontro politico sull’Accordo di programma per l’Acciai speciali Terni e sulla questione del costo dell’energia. La presidente della Regione Stefania Proietti parla di impegni specifici in capo al ministero per le Imprese riguardo alla questione energetica, il sottosegretario Emanuele Prisco replica che ogni impegno previsto fa invece capo all’amministrazioen regionale. E ad aggiungersi al dibattito, ci pensa l’assessore regionale all’ambiente Thomas De Luca che risponde in modo secco allo stesso Prisco, rilanciando le proposte della Regione legate al tavolo sull’Accordo di programma.
“Proietti dice il falso“
Partendo proprio da Prisco, che è anche coordinatore regionale umbro di Fratelli d’Italia, quanto afferma la presidente Proietti, legato alle responsabilità del Governo e del Ministero, non corrisponde alla verità. “Quanto affermato dalla Regione Umbria – dice lo stesso Prisco – è falso ed è smentito da quanto stabilito dall’Accordo di programma“. Riguardo al costo dell’energia, specifica: “Il ministero per le Imprese non ha alcun impegno specifico: gli impegni legati dall’Accordo di programma sono in capo alla Regione“. Secondo Prisco, il Governo ha mantenuto i suoi impegni sull’incentivo all’utilizzo dei rottami di acciaio inossidabile. “Tentare di attribuire al Governo responsabilità di altri – dice Prisco – è inaccettabile“. Poi, sulla presidente Proietti: “Tenta per l’ennesima volta di scaricare le proprie responsabilità sul Governo“.
“Basta scaricabarile“
Non su fa attendere l’intervento di Thomas de Luca. L’assessore regionale afferma che, a suo avviso Prisco “nel maldestro tentativo di lavarsene le mani ha in realtà chiarito contestualmente che il merito di aver concluso l’Accordo di programma è da attribuirsi alla Regione Umbria e che, dopo due anni di buio, ciò è avvenuto esclusivamente grazie alla giunta Proietti“. Poi aggiunge: “In Umbria funziona che quando la giunta regionale fa delle scelte, le responsabilità politiche se le assume fino in fondo. Che a Roma funzioni diversamente ce ne siamo accorti da un pezzo, ma il gioco dello scaricabarile a cui stiamo assistendo in queste ore da parte del Governo e dei suoi rappresentanti umbri è del tutto inaccettabile. Il tentativo di buttare la palla in tribuna per svicolare dai problemi reali delle nostre imprese e dei lavoratori, anziché affrontarli con concretezza e senso di responsabilità, è avvilente“. De Luca accusa il Governo di non aver alcuna strategia per ridurre il costo dell’energia alle industrie e che la Regione ha invece dimostrato nei fatti e nei tempi il totale rispetto degli impegni assunti, preadottando la legge sull’idroelettrico per l’accesso delle aziende energivore e concludendo le istruttorie sulle procedure autorizzative.
La proposta
C’è, però, la questione legata alle concessioni per la gestione delle grandi derivazioni idroelettreiche che sono in capo a Enel fino al 2029. Questione, che, per De Luca, rappresenta “un ostacolo di natura politica“. L’assesore, però, rilancia la richiesta che il tavolo dell’Accordo di programma venga aperto formalmente anche alla presenza del minsitero dell’Economia e delle Finanze, al quale fa riferimento proprio Enel: “Il sottosegretario umbro Prisco faccia sentire la propria voce e chieda al Ministero di lavorare affinché Enel anticipi gli impegni contenuti nell’articolo 7 dell’Accordo di Programma, sottoscritto a luglio 2025, cedendo l’energia prodotta dal polo idroelettrico, per il 30% della produzione totale, in favore delle aziende energivore del territorio umbro, compresa Arvedi AST, al full cost di produzione maggiorato di una ‘fee commerciale’ in linea con il mercato. La Regione Umbria è totalmente a disposizione e pronta fin da subito ad attuare questa parte strategica dell’accordo, nella ferma volontà di risolvere il nodo cruciale dei costi energetici e rilanciare le nostre imprese in un’ottica di competitività“.
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