“Licenziato perchè delegato sindacale”: bufera al centro commerciale, presidio e proteste

Il ricatto del lavoro è più forte della rivendicazione”: la denuncia del sindacato contro un licenziamento ritenuto illegittimo. Sullo sfondo, i quesiti referendari sul lavoro

Filcams Cgil di Terni in presidio nella giornata del 21 Maggio all’interno del Cospea Village per il licenziamento – ritenuto illegittimo e discriminatorio – di un delegato sindacale impiegato presso Euronics. L’uomo, 53 anni, riferisce il sindacato, è stato licenziato  dopo quindici anni di servizio senza contestazioni. In poco più di un mese, il lavoratore ha ricevuto tre lettere disciplinari e, il 17 maggio, la comunicazione ufficiale del licenziamento.

Il presidio di fronte all’ingresso dell’azienda ha voluto portare alla luce un caso che, secondo il sindacato, va ben oltre la singola vicenda individuale.Il ricatto del lavoro è più forte della rivendicazione e questo caso lo dimostra”, ha affermato duramente la Filcams, sottolineando come un contesto di crescente precarietà e pressione stia indebolendo i diritti collettivi. Pur non entrando nel merito delle contestazioni mosse dall’azienda, il sindacato ha annunciato di aver impugnato la decisione, confidando nell’intervento della magistratura per fare chiarezza.

Ciò che solleva le maggiori preoccupazioni, secondo i rappresentanti sindacali, è che il lavoratore licenziato rivestiva il ruolo di delegato della Cgil, ipotizzando quindi un possibile collegamento tra il suo impegno sindacale e l’incremento delle contestazioni ricevute. “L’appartenenza a una organizzazione sindacale non può essere disincentivata da atteggiamenti e comportamenti unilaterali”, ha precisato la Filcams, aggiungendo che tornare indietro nelle tutele equivale a smantellare conquiste storiche sancite dalla legge 300 del 1970.

Il caso è stato anche l’occasione per rilanciare il dibattito sui quesiti referendari in materia di lavoro, con i quali il sindacato chiede di ripristinare tutele più forti per i lavoratori colpiti da licenziamenti ritenuti illegittimi.Un licenziamento illegittimo deve far tornare il lavoratore o la lavoratrice nel luogo di lavoro dove ha sempre operato e che, all’improvviso, diventa ostile”, ha spiegato la Cgil. I quesiti, secondo la sigla, “si inseriscono a pieno titolo in queste circostanze”, rappresentando una risposta necessaria a una condizione lavorativa in netto peggioramento.

La crisi delle tutele nel mondo del lavoro

La Cgil ha colto l’occasione per lanciare un allarme generale sulla condizione del lavoro in Italia, segnata da crescente incertezza, pressioni indebite e difficoltà nel far valere i propri diritti. “Vogliamo cogliere l’occasione per denunciare una degenerazione del mondo del lavoro che può colpire chiunque”, si legge nella nota sindacale. “Le conquiste riferite al diritto del lavoro vengono continuamente messe in discussione” e, secondo il sindacato, “nessuno può sentirsi esente da atteggiamenti che penalizzano i lavoratori e le lavoratrici”.

La battaglia, spiegano, non si esaurirà nei tribunali: “A tutto questo noi non ci arrendiamo e andremo avanti per dimostrare che la centralità del valore del lavoro potrà essere riconquistata contro ogni possibile ingiustizia”.

Redazione

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