La diocesi di Terni, Narni e Amelia conosce il nome del nuovo successore di San Valentino. E’ monsignor Alfonso Raimo, che il 24 ottobre 2026 si insedierà come nuovo vescovo diocesano, con una cerimonia di insediamento che nel pomeriggio verrà officiata dal Nunzio apostolico in Italia, monsignor Edgar Peña Parra. Nella mattinata del 15 settembre, nella Cattedrale della città, l’amministratore reggente diocesano don Matteo Antonelli ha annunciato proprio il nome del successore di monsignor Antonio Soddu, che da aprile 2026 è andato a presiedere l’arcidiocesi di Sassari. Il nuovo vescovo è originario della provincia avellinese (nativo di Calabritto), ha 67 anni, è vescovo ausiliare dell’arcidiocesi di Salerno ed ed ha ricevuto la nuova nomina da Papa Leone XIV il 10 settembre 2026.
Il curriculum
Monsignor Alfonso Raimo è stato ordinato sacerdote nel 1990. Si è specializzato in Teologia della Missione alla Pontificia Università Urbaniana e attualmente è anche professore di teologia della missione all’Istituto teologico salernitano e all’Istituto superiore di scienze religiose San Matteo di Salerno. E’ stato inizialmente a Lancusi di Fisciano prima come vicario parrocchiale e poi come parroco fino al 1998, quando divenne vicario foraneo della Forania di Baronissi-Calvanico-Pellezzano. Dal 2011 al 2015 è stato parroco di Santa Maria del Carmine e Sant’Eustachio a San Francesco in Eboli e successivamente, sempre ad Eboli, dal 2015 è parroco di San Bartolomeo Apostolo. Nella Forania di Eboli ha ricoperto l’incarico di vicario foraneo dal 2015 al 2018. Sempre ad Eboli, è stato cappellano dell’Istituto a custodia attenuata dal 2011 al 2019. Dal 1995 al 2000 è stato vicedirettore dell’Ufficio missionario diocesano e incaricato regionale della Pastorale missionaria della Conferenza episcopale campana. Per diversi anni è stato a Roma ricoprendo diversi ruoli nella Fondazione Missio. Nel 2020 è stato nominato vicario Generale dell’Arcidiocesi di Salerno-Campagna-Acerno e dallo stesso anno fa parte del Consiglio per gli affari economici del Museo diocesano San Matteo. È membro del Collegio dei consultori e del Consiglio pastorale diocesano. Infine, il 2 febbraio 2023 è stato eletto Canonico del Capitolo Metropolitano di Salerno. Il 30 aprile 2024 la nomina a vescovo ausiliare.
Il messaggio
Dal nuovo vescovo c’è anche un primo messaggio alla comunità di Terni, Narni e Amelia. Ai fedeli, monsignor Raimo chiede di essere accolto “come un fratello“. Si affida ai Santi Patroni delle tre città della diocesi, cioè San Valentino, san Giovenale e Santa Firmina: “La loro testimonianza – dice – ci ricorda che ogni stagione della storia può diventare tempo di Vangelo quando trova uomini e donne disponibili a lasciarsi guidare dallo Spirito“. Ringraziando Papa Leone XIV per la nomina, dice: “Accolgo la sua decisione nell’obbedienza e nella fede, non nascondendo a me stesso la sproporzione tra il compito che mi viene affidato e ciò che sono. Conosco i miei limiti e la mia povertà. Ma conosco anche la misericordia del Signore, che lungo tutta la mia vita mi ha preceduto, sostenuto e, molte volte, sorpreso“. Parlando della chiesa di Terni, Narni e Amelia, dice: “Mi accosto con rispetto alla storia di una Chiesa prestigiosa, ricca di memoria e di testimonianze di fede, segnata dalla santità di uomini e donne che hanno saputo rendere il Vangelo carne nella vita della propria gente. Una storia che non appartiene soltanto al passato, ma che continua a interrogare il presente e chiede di essere custodita e, nello stesso tempo, resa feconda nelle condizioni nuove nelle quali siamo chiamati a vivere“. Ai fedeli, dice di venire per “conoscervi, ascoltarvi e camminare con voi“, con il desiderio di conoscere questa terra, le sue comunità, le sue ricchezze e anche le sue ferite. “Vorrei imparare presto a dire non più semplicemente ‘la vostra diocesi’, ma ‘la nostra Chiesa’. So che questo richiederà tempo“. AI fedeli, anche un appello: “Accoglietemi con i miei doni e con i miei limiti. Aiutatemi a conoscere la vostra storia e questa terra. E soprattutto pregate per me, perché sappia essere in mezzo a voi un pastore secondo il cuore di Cristo, capace di ascoltare prima di parlare, di servire prima di chiedere, di unire piuttosto che dividere, di incoraggiare chi è stanco e di cercare chi si sente lontano“. Un pensiero, lo rivolge anche a Don Matteo Antonelli, “che in questi mesi ha guidato con generosità e dedizione la vita della diocesi. Lo ringrazio per il servizio svolto e per aver custodito il cammino della comunità diocesana in questo tempo di attesa. Sono certo che avrò modo di ascoltare da lui quanto questa Chiesa ha vissuto e quanto porta oggi nel cuore“.
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