Lo stabilimento Sangraf di Narni scalo attraversa una fase di forte criticità, emersa giovedì al tavolo di confronto convocato al ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit). All’incontro, dedicato al tema della ripresa produttiva, hanno preso parte i vertici aziendali, le organizzazioni sindacali e Eni, presente per fare il punto sulle procedure di allaccio dell’impianto fotovoltaico per l’idrogeno. Il quadro illustrato ha mostrato un sito privo di un piano manutentivo concreto e con un organico ridotto all’osso, condizioni che secondo quanto emerso non consentono di riavviare l’attività. Il ministero ha deciso di riconvocare la proprietà per lunedì 28, nel pomeriggio. Ne riferisce Umbria24
Le criticità emerse dal confronto
Nel corso della riunione è risultato che all’interno dello stabilimento non sono stati pagati istituti, fondi e cessioni del quinto già trattenuti ai lavoratori. La cessione del quinto è una forma di prestito che si rimborsa con una trattenuta diretta sulla retribuzione: in questo caso le somme sarebbero state prelevate dalle buste paga senza essere versate a chi di competenza.
Alla mancanza di un programma di manutenzione e alla riduzione del personale si aggiunge un ulteriore fronte, quello energetico. Anche sulle procedure di allaccio dell’impianto fotovoltaico destinato all’idrogeno, per le quali Eni era presente al confronto, l’azienda è risultata inadempiente. Il complesso di queste carenze, alla luce delle numerose criticità presenti nel sito industriale, rende di fatto impraticabile un rilancio dell’attività nel breve periodo.
La posizione dei sindacati
Al termine dell’incontro le organizzazioni sindacali hanno espresso una dura critica nei confronti della dirigenza. Hanno denunciato ancora una volta un atteggiamento inaccettabile da parte dei vertici aziendali, intervenuti al tavolo in modo confuso e poco credibile, dopo aver disatteso numerosi impegni assunti fino a questo momento.
I sindacati di categoria Filctem, Femca e Uiltec hanno inoltre chiesto di avviare verifiche con il ministero del Lavoro e con la Regione in merito alla cassa integrazione straordinaria, lo strumento che consente di sostenere il reddito dei dipendenti quando l’attività produttiva è sospesa o ridotta.
La convocazione della proprietà cinese
Di fronte a una situazione giudicata complessa, il Mimit ha ritenuto opportuno convocare a stretto giro la proprietà cinese di Sangraf. L’obiettivo è ottenere un quadro reale sulle sorti dello stabilimento di Narni scalo, dopo un confronto in cui le risposte fornite dai rappresentanti aziendali non sono state considerate esaurienti. Il nuovo appuntamento presso il ministero è fissato per il pomeriggio di lunedì 28.
Nel frattempo resta aperta la questione della tutela dei lavoratori, con il tema della cassa integrazione straordinaria al centro delle richieste sindacali. Le verifiche sollecitate coinvolgono sia il ministero del Lavoro sia la Regione, enti chiamati a valutare gli strumenti disponibili per sostenere il personale dello stabilimento.
Il tavolo di giovedì ha quindi messo in fila i diversi nodi irrisolti del sito di Narni scalo: la manutenzione, i pagamenti sospesi, il personale ridotto e l’allaccio dell’impianto legato all’idrogeno. Sulla loro evoluzione il Mimit attende ora le indicazioni della proprietà nell’incontro di lunedì.
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