Narni Scalo nasconde tra le sue braccia verdi un gioiello quasi dimenticato: il Pomario, un tempo fulcro didattico e culturale del Parco Pubblico Donatelli.
Quest’area verde, istituita dall’assessore Francesco De Rebotti, versa oggi in uno stato di abbandono, con le sue piante secolari che lentamente perdono vita, tra indifferenza e oblio.
Va spiegata la storia: il Pomario è composto da alberi da frutto “secolari”, di quelli che si trovavano nelle aie delle case di campagna: pere, mele, le particolarissime mele cotogne ed anche pere cotogne, specie solo da marmellata. Accadde che Livio Della Ragione, un etologo di Città di Castello, si mettesse a vagare per casolari a prendere piccole talee delle piante antichissime, di quelle non omologate dai supermarket, qualche volta anche piene di vermi. Livio era stato in grado anche di ritrovare la famosa “Pesca di Papigno”, nominata prima della industrializzazione.
Non erano belle ma erano la storia contadina del Centro Italia. La raccolta aveva poi fatto crescere un centro, Archeologia Arborea, a Città di Castello, dove poter acquistare le essenze trapiantate. E così De Rebotti ne comprò una decina per il Comune di Narni, pronte a fare da confronto con le mele e pere e pesche dei market. Hanno attecchito e per qualche anno hanno messo in mostra la propria differenza. Poi sono scomparse le indicazioni ed anche le scuole hanno perso la memoria della ricchezza lì a due passi. Ora senza una vera cura, difficilmente potranno vivere a lungo.
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