Nel 2023, la provincia di Terni ha registrato un saldo positivo tra assunzioni e cessazioni dei rapporti di lavoro. Sebbene il tasso di occupazione superi quello nazionale (61% contro 60%), rimane inferiore di quattro punti rispetto alla media regionale. Questi e altri aspetti del panorama socio-economico locale sono stati al centro della presentazione del Rendiconto Sociale 2023, che si è svolta giovedì mattina presso la Cassa Edile di Terni, in via Adriano Garofoli 15.
I dati generali
Sono state 6.026 pensioni liquidate nel 2023, in linea con il 2022, ma un aumento delle Naspi che passano a 5.958 rispetto alle 5.836 del 2022. Dunque 122 lavoratori in più con rapporto di lavoro subordinato che hanno perduto involontariamente l’occupazione. A dispetto delle domande in discesa, si registra un aumento del ricorso alla Cassa Integrazione Ordinaria rispetto al 2022 arrivata nel 2023 a 808.592 ore contro le 658.633 del 2022.
Per ciò che riguarda il mondo delle aziende, lo studio evidenzia un miglioramento della correntezza della contribuzione delle imprese: nel 2022 i Durc irregolari erano il 12,3% di quelli emessi, nel 2023 la percentuale è diminuita all’ 11,1%. Terni è inoltre una delle sedi che si occupa di domande di pensione in regime internazionale dei residenti all’estero e vi opera, unica in Italia, il ‘Polo nazionale per il Fondo di previdenza del clero’.
L’appuntamento
Durante l’incontro, sono stati illustrati i principali punti del Rendiconto Sociale, un documento che traccia lo stato dell’occupazione e delle politiche sociali nel Ternano. “Complessivamente”, si legge nelle conclusioni del Rendiconto, “il posizionamento della direzione provinciale di Terni, rispetto a pressoché tutti gli indicatori assunti come base dell’analisi, evidenzia una piena corrispondenza agli standard richiesti e attesi”. Tuttavia, nonostante i dati positivi, il documento segnala che “i dati di contesto evidenziano una sostanziale tenuta del quadro, pur in presenza di fattori di criticità di cui tenere conto”.
Il saldo positivo tra assunzioni e cessazioni dei contratti di lavoro e il tasso di occupazione nella provincia sono in linea con la media nazionale. Tuttavia, la percentuale di lavoratori inattivi, che si attesta al 34%, è superiore di quattro punti rispetto alla media regionale, indicando uno spazio di miglioramento.
Un altro aspetto significativo emerso dal Rendiconto riguarda le sfide demografiche che stanno influenzando il sistema di welfare locale. “Degno di nota”, come sottolineato nel documento dal direttore provinciale dell’INPS di Terni, Savino D’Elicio Di Chio, “soprattutto in termini prospettici di sostenibilità del sistema di welfare, il dato costituito dal saldo demografico stabilmente negativo”. Questo fenomeno, comune a livello regionale, comporta un invecchiamento della popolazione che ha un impatto diretto sulla spesa per pensioni, la quale “rispetto all’ammontare totale della spesa” è in continuo aumento, sollevando interrogativi sulla sostenibilità futura del sistema.
Per quanto riguarda le prestazioni sociali, il periodo 2020-2023 ha visto un incremento delle liquidazioni per invalidità civile, seppur con un rallentamento nel 2023. Inoltre, il numero delle domande per la cassa integrazione è diminuito rispetto agli anni più critici della pandemia, segno di una ripresa delle attività economiche.
Un altro dato positivo riguarda l’indennità Naspi, che ha risposto in modo tempestivo alle interruzioni dei contratti di lavoro. “Positiva anche la risposta in caso di interruzione dei contratti di lavoro per disoccupazione”, ha commentato il documento, con il conseguente “erogazione di copertura a favore del lavoratore assicurato”.
Infine, un altro aspetto positivo riguarda la gestione contributiva della provincia di Terni. “Nell’anno 2023, la Provincia di Terni ha segnato un aumento delle riscossioni pari all’uno per cento”, in linea con quanto avvenuto a livello regionale e nazionale. Questo dato riflette una certa stabilità economica, nonostante le difficoltà post-pandemia.
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