Fantoccio del sindaco a testa in giù, le colpevoli: “Nessuna matrice politica, era una bravata”

Una 18enne e un’amica minorenne hanno ammesso la responsabilità del gesto: rischiano l'accusa di minacce aggravate. Le ragazze non risultano legate ad alcun partito o movimento

Si è chiuso in poco più di un giorno il caso del fantoccio appeso a testa in giù con la foto del sindaco di Terni, Stefano Bandecchi, comparso sabato sera davanti a Palazzo Spada. Le indagini della Digos hanno portato all’identificazione delle autrici: si tratta di una ragazza di 18 anni e della sua amica, ancora minorenne.

Fondamentali per l’inchiesta si sono rivelate le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti in zona, che hanno ripreso le due giovani mentre giungevano in Piazza Ridolfi intorno alle 23. Le immagini mostrano chiaramente le ragazze mentre collocano il manichino davanti alla sede del Comune, per poi tornare in macchina poco dopo. Secondo quanto ricostruito, il mezzo utilizzato risulta intestato alla nonna della ragazza maggiorenne, dettaglio che ha consentito di rintracciarla rapidamente.

Davanti agli agenti, la 18enne ha ammesso i fatti e indicato il nome dell’amica, confermando le responsabilità di entrambe. Le due si sono giustificate parlando di una “bravata” e sostenendo che la loro intenzione era di tornare a rimuovere il fantoccio, elemento confermato anche da alcuni testimoni presenti sul posto.

Il gesto, secondo quanto riferito da fonti della Questura, non avrebbe una matrice politica, ma sarebbe piuttosto riconducibile a motivazioni personali, legate a dinamiche emerse anche attraverso alcuni messaggi pubblicati sui social negli ultimi tempi. Non risultano legami con partiti, movimenti o organizzazioni politiche.

Il fantoccio era stato realizzato con una tuta monouso da imbianchino, paglia e una fotografia del sindaco Bandecchi, accompagnato da una strofa di “Rigurgito antifascista” dei 99 Posse. Alcuni passanti, sempre secondo le riprese video, avrebbero addirittura scattato dei selfie con il manichino, prima che venisse rimosso.

Il padre della ragazza maggiorenne ha espresso la volontà di scusarsi pubblicamente con il sindaco, e ha inviato una lettera a Stefano Bandecchi per prendere le distanze dall’azione della figlia. Anche le famiglie delle due giovani sono state informate degli sviluppi dalle autorità competenti.

Attualmente, le due ragazze rischiano una denuncia per minacce aggravate, con la documentazione relativa alla minorenne già trasmessa alla Procura per i Minori. Il caso ha sollevato interrogativi non solo sul gesto in sé, ma anche sul peso delle dinamiche sociali e relazionali nei comportamenti giovanili, soprattutto in contesti pubblici e simbolici come quello in cui è avvenuto l’episodio.

Redazione

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11 mesi fa

Un sindaco che fa della violenza la sua cifra purtroppo fomenta i cittadini in quella direzione, se riuscisse a riportare il dibattito politico in una sfera civile i ragazzi non sarebbero ispirati ad atti che richiamano brutalità. Ma non ci vedo intimidazione né chissà che trame oscure, solo due giovani che si sono sentite legittimate dal loro primo al cittadino a manifestare il proprio pensiero in una maniera che francamente non condivido. Ma i toni sono questi a Terni, uno contro tutti e si salvi chi può. Il tutto paralizza l’amministrazione e rende impossibile il lavoro di chi vorrebbe occuparsi… Leggi il resto »

Commento da Facebook
11 mesi fa

Eh no! Il complottista della Marvel (Bandecchi) ha detto che sono stati i suoi numerosi e feroci avversari politici, i servizi segreti russi, il mossad, la CIA e gli alieni…tutti contro di lui, essere intelligente perché ha i soldi.
Cominciate a chiedervi come li ha fatti saltando dalla terza media a possedere una università.

Commento da Facebook
11 mesi fa

Mah, giornalisticamente e obbiettivamente la definirei una “provocazione”. Dove sia la “bravata” non la vedo; chi la vede ha problemi di prospettiva.

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