Mercato di Campagna Amica gremito per il talk culinario con Giorgione clou della seconda edizione di Olivà che si è chiusa nella giornata del 7 Novembre.
Il popolare oste televisivo, intervistato dal giornalista Diego Diomedi ha parlato soprattutto dell’olio d’oliva, ma anche della cucina tradizionale umbra, complice anche la contemporanea presenza delle cuoche contadine che hanno servito agli astanti una zuppa di legumi della Valnerina cucinata al momento.
“Qui in Umbria abbiamo tanti olii buoni e diversi, ognuno con le sue prerogative. Come scegliere quello giusto? Come per tutto il cibo, non fidatevi del chilometro zero. Quello che fa la differenza, non è la distanza, ma come l’olio viene prodotto, come viene fatto. Bisogna assaggiare, provare e soprattutto stare attenti a quello che c’è scritto in etichetta: se c’è scritto “provenienza UE” o “non UE”, confezionato “da” o “per conto di”, sono oli che spesso non hanno il valore che dovrebbero.”
E ancora: “Si cerca l’olio nuovo, poi però magari si aspetta venti giorni o un mese per usarlo o andarlo a prendere: è sbagliato, perchè è già vecchio. L’olio nuovo è quello appena uscito, va usato subito. Il prezzo? Se costa 4 euro al litro non è sicuramente di qualità o è troppo lavorato. Ovviamente, chiunque ha a che fare con l’olio sa che un litro di olio buono non può costare poco”
Ad accompagnarlo nell’intervista il sommelier Simone Nelli, l’organizzatore dell’evento Andrea Barbarossa e la presidente di Coldiretti Umbria Dominga Cotarella.
La nostra intervista
In questa intervista che ci ha rilasciato qui sotto, Giorgione ha parlato con noi di olio, cibo e territorio.
“Sono arrivato in Umbria nel 1995 con l’alibi di una persona che ha investito su questo gioco. Abbiamo stravolto completamente l’olivicoltura da olio, perché in Umbria si raccoglieva dopo il 2 novembre, si svinava, e si iniziava a pensare alle olive solo dopo essere sopravvissuti alla svinatura. Io dimostrai che nel ’97 l’olio era pronto già il 27 settembre”, dice Giorgione.
“L’Umbria è una miniera di eccellenze: io sto a Montefalco, sotto di noi c’è Trevi con il sedano nero, la cipolla rossa di Cannara, a Norcia il guanciale, i strangozzi con la chianina… Dove vai vai, il prodotto buono c’è”
Poi spiega dove e in che modo l’olio può valorizzare cibi che non ti aspetti.
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