Il Comune di Terni porta in Senato il proprio modello di riscossione tributaria e risanamento finanziario, sviluppato dopo il dissesto dichiarato nel marzo 2018. L’esperienza è stata illustrata mercoledì dall’assessora al Bilancio Michela Bordoni, insieme alla funzionaria Giulia Scosta, durante un’audizione alla 6ª Commissione Finanze e Tesoro del Senato. Al centro dell’intervento, la riorganizzazione degli uffici comunali, il recupero dell’evasione fiscale e la digitalizzazione dei servizi ai cittadini. Secondo i dati presentati dall’amministrazione, il nuovo sistema ha consentito di migliorare la capacità di riscossione dell’ente, con risultati superiori ad alcuni parametri nazionali di riferimento.
Dal dissesto del 2018 alla riorganizzazione delle entrate comunali
Il percorso di risanamento finanziario del Comune di Terni è iniziato dopo la dichiarazione di dissesto del marzo 2018, una fase che ha richiesto interventi per recuperare risorse e riequilibrare la gestione economica dell’ente.
Durante la prima parte del processo sono stati garantiti oltre 10 milioni di euro all’organo straordinario di liquidazione, incaricato della gestione delle passività riconducibili al dissesto.
Una nuova fase organizzativa è stata avviata all’inizio del 2024, in concomitanza con la chiusura definitiva della procedura e nell’ambito dell’azione dell’attuale amministrazione comunale.
La modifica più rilevante ha riguardato il superamento del tradizionale ufficio tributi e la costituzione dell’ufficio unico delle entrate comunali, una struttura incaricata di coordinare la gestione delle diverse entrate dell’ente.
Il nuovo ufficio svolge funzioni di indirizzo operativo, raccordo tra i settori e controllo sull’attività dei concessionari esterni. L’obiettivo è rendere più efficiente la riscossione e assicurare una gestione coordinata delle risorse comunali.
Il modello è stato proposto ad Anci nazionale come buona pratica amministrativa, in considerazione dei risultati illustrati dall’amministrazione ternana.
Recupero Imu, incassati 23,8 milioni di euro
Uno degli indicatori presentati durante l’audizione riguarda la capacità di riscossione dell’Imu, l’Imposta municipale propria.
Secondo i dati forniti dall’assessora Bordoni, nel periodo 2021-2026 il Comune ha incassato 23,8 milioni di euro su 51 milioni accertati, raggiungendo un rendimento complessivo del 46,7%.
L’amministrazione ha confrontato le proprie performance con i parametri nazionali elaborati da Ifel, evidenziando risultati superiori sia nella fase precedente alla riscossione coattiva sia nelle procedure successive.
Nella fase pre-coattiva, il rendimento indicato per Terni è del 37,8%, rispetto a un benchmark nazionale del 34,4%. Nella riscossione coattiva, invece, il risultato raggiunge il 23,1%, contro un riferimento nazionale del 16,3%.
Un altro dato riguarda il recupero dell’evasione Imu, la cui attività è aumentata del 36,8%.
I risultati sono stati collegati alla riorganizzazione delle procedure di accertamento e riscossione, con una maggiore attenzione alla tempestività degli interventi e al monitoraggio delle posizioni tributarie.
Multe stradali, incassi cresciuti del 152%
Un capitolo specifico della riforma riguarda le sanzioni per violazioni del Codice della strada, considerate dall’amministrazione una delle componenti più complesse nella gestione delle entrate comunali.
Per migliorare il recupero delle somme non versate, il Comune ha affidato attraverso una gara pubblica la riscossione coattiva a un operatore specializzato.
La struttura comunale è stata inoltre affiancata dalla consulenza strategica gratuita di un docente universitario esperto di diritto tributario.
Secondo i dati presentati in Senato, nel triennio 2024-2026 gli incassi in conto residuo relativi alle sanzioni stradali sono aumentati del 152%, superando complessivamente i 9,5 milioni di euro.
L’incremento riguarda il recupero di somme riferite a crediti già iscritti nei bilanci precedenti, una voce particolarmente importante per la capacità degli enti locali di trasformare gli accertamenti in entrate effettive.
Riscossione, Terni dichiara uno smaltimento dei residui del 63,75%
Tra gli elementi evidenziati dall’amministrazione figura il tasso di smaltimento dei residui, indicatore utilizzato per valutare la capacità di recuperare crediti ancora da incassare.
Secondo quanto riferito da Bordoni, il recente decreto P.A. prevede una soglia minima del 35% per evitare l’attivazione del meccanismo di commissariamento della riscossione attraverso Amco.
Il Comune di Terni ha dichiarato un tasso di smaltimento del 63,75%, superiore di 28,75 punti percentuali alla soglia richiamata dall’assessora.
Il risultato viene considerato dall’amministrazione un elemento di tutela dell’autonomia nella gestione delle entrate locali.
La capacità di recuperare i crediti assume infatti un ruolo importante nella stabilità finanziaria dei Comuni, perché consente di ridurre l’accumulo di somme difficilmente riscuotibili e di migliorare la disponibilità effettiva delle risorse previste in bilancio.
Nuovo portale del contribuente con Spid, Cie e PagoPA
Accanto alla riorganizzazione della riscossione, il Comune ha sviluppato un sistema digitale destinato a semplificare i rapporti tra cittadini e amministrazione.
Durante l’audizione a Palazzo Madama è stato presentato il nuovo portale unico del contribuente, una piattaforma telematica accessibile 24 ore su 24 attraverso Spid e Carta d’identità elettronica (Cie).
Il servizio riunisce in un’unica area digitale le informazioni relative alle entrate comunali, comprese quelle gestite da soggetti esterni.
Tra queste figura la Taric, gestita con il coinvolgimento di AsmTerni, integrata nel sistema per consentire una consultazione più semplice delle posizioni dei contribuenti.
Attraverso il portale, i cittadini possono consultare la propria situazione tributaria, calcolare l’Imu, verificare le sanzioni stradali ed effettuare pagamenti attraverso PagoPA.
La piattaforma punta a ridurre la necessità di recarsi fisicamente agli sportelli e a limitare l’utilizzo della documentazione cartacea, rendendo disponibili online operazioni precedentemente distribuite tra uffici e gestori differenti.
Rateizzazioni e tutele per i contribuenti
La strategia illustrata da Bordoni comprende anche alcune misure destinate a rendere più equilibrato il rapporto tra amministrazione e contribuenti.
Il Comune ha scelto di privilegiare il recupero ordinario e tempestivo delle entrate rispetto a interventi straordinari di rottamazione dei debiti.
Tra le disposizioni adottate figura la sospensione immediata delle procedure cautelari al momento della sottoscrizione di un piano di rientro, misura che consente al contribuente di regolarizzare progressivamente la propria posizione secondo le condizioni concordate.
L’amministrazione ha inoltre recepito i principi del nuovo Statuto del contribuente, con particolare riferimento al contraddittorio preventivo, al principio del ne bis in idem e alla proporzionalità dell’azione amministrativa.
Sono state introdotte anche agevolazioni Taric rivolte a specifiche categorie, tra cui nuovi residenti e attività considerate presidi di quartiere, come le edicole.
Il modello Terni proposto come buona pratica per gli altri Comuni
La presentazione alla Commissione Finanze e Tesoro del Senato rappresenta un passaggio nel percorso di valorizzazione delle modifiche organizzative adottate dall’amministrazione ternana.
Il sistema si basa sul coordinamento delle entrate, sul controllo dei concessionari, sulla specializzazione delle procedure di recupero e sull’utilizzo di strumenti digitali per semplificare gli adempimenti.
L’ufficio unico delle entrate comunali sta già lavorando a un’ulteriore evoluzione del modello, attraverso la pianificazione di un affidamento unitario dei servizi di supporto e riscossione.
La prospettiva indicata dall’amministrazione è valorizzare le competenze del personale interno e utilizzare le economie eventualmente ottenute per migliorare i servizi destinati alla collettività.
Il progetto presentato da Michela Bordoni e Giulia Scosta si inserisce così nel percorso avviato dopo il dissesto del 2018, con l’obiettivo di consolidare i risultati della riscossione e rendere più accessibile ai cittadini la gestione dei tributi comunali.
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