L’Ente Cantamaggio trova casa a Papigno, presso gli Studios di Papigno, dove un tempo venne girato “La vita è bella”, film premio Oscar con Roberto Benigni. L’annuncio è dell’ssessore allo Sviluppo Economico Sergio Cardinali ha annunciato le novità in vista della prima riunione dei gruppi di lavoro degli Stati Generali, prevista per il 9 dicembre presso la Bct.
L’amministrazione comunale ha formalizzato la concessione per valorizzazione delle officine degli Studios a favore dell’ente Cantamaggio. La decisione pone fine a un lungo periodo di incertezza sulla disponibilità di uno spazio fisico adeguato per la realizzazione degli allestimenti dei carri di Maggio.
Per anni, l’organizzazione ha dovuto affrontare una situazione di precarietà logistica, senza una sede stabile dove progettare e costruire le strutture della tradizionale manifestazione. In cambio dell’assegnazione, l’ente si impegna a un investimento di 135mila euro destinato alla ristrutturazione dei locali affidati.
L’operazione consente di recuperare una porzione significativa del complesso degli Studios di Papigno, strutture rimaste abbandonate per oltre un quarto di secolo. Il sito, situato a breve distanza dalla cascata, rappresenta un’area di grande potenziale per lo sviluppo di attività legate ad arte, cinema, spettacolo, cultura, archeologia industriale e formazione.
Prospettive di sviluppo
Per la struttura è attivo un bando della Presidenza del Consiglio dei Ministri, dotato di dieci milioni di euro, che permetterebbe il recupero della maggior parte dei locali di Papigno a cui il Comune ha preso parte
Il rilancio di Palazzo Catucci
Parallelamente, dopo anni di chiusura e un primo evento estivo ospitato dalla Fondazione Mattei, lo storico Palazzo Catucci è pronto a tornare fruibile al pubblico. Una manifestazione di interesse, indetta mesi fa da Comune ha portato alla definizione del progetto per un museo dei pianoforti storici: l’esposizione permanente presenterà cinquanta strumenti che coprono due secoli di storia della musica, dal Settecento all’Ottocento.
L’iniziativa rappresenta un tassello importante nel potenziamento dell’offerta culturale del centro storico ternano, che negli ultimi tempi ha visto l’apertura del Bac di Santa Cecilia e l’arrivo dei nomadi digitali. La restituzione del palazzo alla cittadinanza e ai visitatori contribuisce al processo di rivitalizzazione di un’area dalla forte valenza storica e architettonica. Per Palazzo Catucci ora il rilancio il rilancio dopo il fallimento dell’esperienza con l’ateneo digitale.
I due progetti annunciati costituiscono i primi risultati tangibili degli Stati Generali e si inseriscono in una strategia più ampia di sviluppo economico territoriale. L’amministrazione guarda ai prossimi due anni e mezzo di legislatura con l’obiettivo di consolidare un’eredità di interventi strutturali, pur consapevole delle difficoltà che il percorso potrà presentare.
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