La Fiom di Terni ha tenuto nei giorni scorsi un’assemblea pubblica nella sede della Cgil locale, con l’obiettivo di fare il punto sulla situazione industriale del territorio e di presentare i candidati per le elezioni delle Rappresentanze sindacali unitarie (Rsu) dell’Ast, in programma dall’11 al 14 maggio. A guidare il dibattito il segretario locale Alessandro Rampiconi, affiancato dal segretario nazionale della Fiom Michele De Palma e dal segretario territoriale della Cgil Claudio Cipolla.
L’acciaieria di Terni si conferma un’eccezione positiva nel panorama siderurgico italiano: è l’unico impianto a ciclo integrato ancora operativo senza criticità significative, nonché il sito siderurgico più antico d’Italia. Rampiconi ha ricondotto questa resilienza alle grandi vertenze affrontate negli anni passati: “Se a Terni la situazione dell’acciaio fa eccezione rispetto ad un quadro italiano desolante, è perché ci siamo fatti carico di alcune vertenze, quella del 2004 e quella del 2014, che hanno portato a dei risultati”.
Nonostante la tenuta dello stabilimento, la Fiom segnala un nodo irrisolto sul fronte gestionale: a circa un anno dalla firma dell’ultimo accordo di programma, non sono ancora stati convocati i tavoli intermedi di verifica previsti. Rampiconi ha chiesto esplicitamente un cambio di passo su questo punto, sottolineando l’importanza di monitorare con continuità l’attuazione del piano industriale concordato.
La crisi della filiera del tubo: mille posti a rischio
Se l’acciaieria Ast regge, ben diversa è la situazione del resto del tessuto produttivo ternano. “C’è un quadro allarmante, soprattutto per la filiera del tubo, che è legata al settore dell’automotive in crisi”, ha dichiarato Rampiconi. I posti di lavoro coinvolti da questa fragilità strutturale ammonterebbero a circa mille unità, un dato che pesa su un territorio già sotto pressione demografica ed economica.
Il segretario della Cgil Claudio Cipolla ha allargato il perimetro dell’allarme: “Il settore chimico e agroalimentare soffrono, e la crisi rischia di essere strutturale. È un allarme che stiamo lanciando da tempo.” I dati disponibili sul territorio ternano confermano un quadro preoccupante: calo demografico, fuga dei giovani verso altri mercati del lavoro, salari mediamente più bassi rispetto ad altre province e una contrazione del numero degli occupati.
De Palma: “Sovranità industriale o si perde tutto, compresa la democrazia”
Il segretario nazionale della Fiom Michele De Palma ha inquadrato le sfide di Terni all’interno di un ragionamento più ampio sulla politica industriale italiana. “Si è pensato fino a qualche anno fa che per far crescere l’economia occorresse puntare sulla terziarizzazione, sui servizi, sul turismo”, ha detto De Palma, aggiungendo che oggi è invece evidente la necessità di investire in una industria innovativa, capace di coprire l’intera filiera dalla produzione energetica al prodotto finito. “Serve una sovranità industriale, o si perde tutto, compresa la democrazia. E in questo, i metalmeccanici di Terni saranno sempre in prima fila.”
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