Forze liberali alla Regione: “Stop a super addizionali e dica come sono state spese” (VIMEO)

Azione Terni, Civici x Umbria, Europeisti.eu, Ora! e Partito Liberaldemocratico chiedono alla Giunta regionale chiarezza sui conti e di spiegare come sono stati investiti quei soldi, visto che non sono stati spesi in sanità

Azione Terni, Civici x Umbria, Europeisti.eu, Ora! e Partito Liberaldemocratico chiedono con una nota congiunta che le maggiorazioni delle addizionali regionali Irpef e Irap vengano abolite, almeno a partire dal 2028. Le cinque forze politiche si rivolgono alla Giunta regionale dell’Umbria, che dovrebbe presentare una proposta formale e chiarire come siano state impiegate le somme prelevate ai contribuenti nel triennio 2025-2027. All’origine della richiesta c’è la distanza tra il disavanzo sanitario indicato inizialmente, pari a 243 milioni di euro, e quello effettivamente accertato, di 34,2 milioni.

Le richieste sono state presentate in una conferenza stampa a Palazzo Spada presenti il segretario provinciale di Azione Michele Pennoni, quello regionale del PLD Enrico Bartoccioni, Massimo Gnagnarini per Europeisti.eu, Luca Brunotti referente ternano di Ora! e Franco Barbabella segretario dei Civici X Umbria.

Dal disavanzo di 243 milioni al deficit azzerato

Secondo i firmatari, la maggiorazione fiscale era stata motivata da un presunto disavanzo sanitario di 243 milioni. La cifra è poi scesa a 34,2 milioni. Nel giudizio di parifica della Corte dei Conti sul rendiconto 2025, il deficit sanitario risulterebbe inoltre azzerato. Da qui la richiesta: «La Giunta deve quindi chiarire perché intenda mantenere il maggior prelievo e su quali esigenze finanziarie si fondi questa scelta».

I promotori ricordano che la misura non dovrebbe protrarsi oltre il periodo per cui è stata introdotta. Chiedono quindi alla Giunta un impegno scritto e non solo annunci: «Non bastano le dichiarazioni né promesse di un segretario di partito».

L’impatto su ceto medio, famiglie e imprese

Le forze firmatarie definiscono il prelievo ingiusto perché grava in modo sproporzionato su circa 150.000 contribuenti, tra lavoratori e pensionati del ceto medio. Segnalano il rischio che una maggiore tassazione di famiglie e imprese aggravi le difficoltà di una regione che fatica a crescere.

Citano i dati Svimez: il Pil 2025 è in calo dello 0,2% e il Pil pro capite è pari all’86% della media europea. Secondo la nota, «l’Umbria non può permettersi politiche fiscali che comprimano ulteriormente consumi, investimenti e capacità produttiva». Un carico fiscale più alto, senza una prospettiva concreta di riduzione, alimenterebbe a loro avviso una spirale recessiva.

Le due questioni di trasparenza

La nota solleva anzitutto il tema della destinazione del maggior gettito fiscale. Non sarebbe stato chiarito come siano state utilizzate tutte le somme aggiuntive prelevate per il disavanzo sanitario. L’assestamento di bilancio 2026 evidenzia intanto una crescita della spesa corrente in diverse missioni e programmi non sanitari, e i firmatari chiedono alla Giunta di spiegarne le ragioni e di indicare quali spese siano indispensabili.

La seconda questione è l’assenza di una revisione complessiva della spesa. I firmatari scrivono: «Non è chiaro perché, prima di aumentare il prelievo fiscale, non sia stata avviata una rigorosa spending review regionale». Chiedono quindi di verificare ogni possibilità di razionalizzazione della spesa e di recupero di risorse prima di domandare ulteriori sacrifici ai cittadini.

“Il disavanzo è stato colmato nel 2025, per il 2026 non sono presenti voci di spesa per la sanità. Dove sono stati investiti quei soldi? E dove se ne prenderanno se serviranno altri? E perchè l’addizionale è stata prorogata fino al 2028?”

Le quattro richieste alla Giunta

Il documento si articola in quattro richieste. La prima riguarda un provvedimento per abolire le addizionali maggiorate: la Giunta dovrebbe indicare tempi e modalità per eliminare la maggiorazione fiscale. La seconda è una revisione analitica della spesa, che coinvolga la sanità e anche le missioni e i programmi non sanitari, con l’indicazione delle ragioni degli incrementi, delle fonti di finanziamento e degli eventuali margini di risparmio.

La terza richiesta è la rendicontazione del maggior gettito fiscale. La Regione dovrebbe pubblicare dati aggiornati sulle entrate aggiuntive effettivamente riscosse, sulla loro destinazione e sui risultati finanziari raggiunti, distinguendo le stime previsionali dagli incassi effettivi e dal gettito complessivo derivante dall’andamento delle basi imponibili.

La quarta riguarda la trasparenza sugli impegni futuri. Se la Giunta non intendesse accogliere le richieste, dovrebbe spiegarne le ragioni, indicare quali risorse siano ancora necessarie e illustrare le misure per evitare che il peso del risanamento ricada in modo sproporzionato sui cittadini che assolvono regolarmente i propri obblighi fiscali.

Le cinque forze politiche chiudono un richiamo alla responsabilità: «La politica è responsabilità delle scelte e rendicontazione ai cittadini». Aggiungono che «le tasse straordinarie non possono diventare permanenti» e chiedono alla Regione una prospettiva credibile di riduzione del prelievo.

Redazione

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