Adesivi e QR Code per sfidare le paure: la campagna “motivazionale” degli scout (VIDEO e GALLERY)

Il gruppo Agesci Terni 3 clan “La Scintilla” ha tappezzato la città di adesivi motivazionali sulla salute mentale rivolti ai loro coetanei. Il progetto e le videointerviste

Un lavoro di approfondimento sulla salute mentale che ora mettono a disposizione della comunità. Lo hanno realizzato i ragazzi del clan “La Scintilla” del gruppo scout Agesci Terni 3.

La riflessione, come spiegano, è nata da una presa di coscienza del gruppo: “Ci siamo resi conto che nel nostro ambiente, soprattutto a scuola, sono purtroppo comuni problemi come ansia, depressione, disturbi alimentari e attacchi di panico. Abbiamo analizzato il problema, confrontandoci con delle psicologhe, che hanno potuto spiegare al clan l’origine di questi problemi e come aiutare chi ne soffre”.

Nella discussione è emerso molto come ci sia un forte stigma tra gli adulti per l’intervento di uno psicologo e come i genitori, che dovrebbero supportare gli adolescenti, spesso sono l’ostacolo per la ricerca di un aiuto esterno.  Da qui sono nate una serie di slides e  una serie di adesivi dal design accattivante che sono stati attaccati in giro per la città di Terni, in particolare intorno ai luoghi frequentati dagli adolescenti come le scuole e Corso Tacito. Gli adesivi contengono particolarmente messaggi motivazionali: “Mettiti al primo posto”; “Cambio di programma non vuol dire la fine ma una svolta”; “Gli ostacoli sono fatti per essere superati”; “Non fermarti al giudizio degli altri”

Attraverso un QR code, inoltre è possibile trovare informazioni e numeri utili cui rivolgersi in caso di ansia, attacchi di panico, anoressia e quant’altro. Fra i temi trattati da queste slides anche alcuni meno comuni come la “decidofobia”, ossia la paura di prendere una decisione per paura che sia quella sbagliata; il condizionamento dei social relativamente alla percezione di sé stessi; la propria felicità come motore del benessere; il benessere mentale; la paura di chiedere aiuto quando se ne ha necessità, alimentata dallo stigma di essere percepiti come deboli; la società che obbliga ad iperperformare; il senso di inferiorità, anche questo alimentato dai social; la paura nel futuro.

Nelle interviste che vedete in alto, i ragazzi spiegano il cuore del progetto.

Redazione

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