Scuola d’italiano in parrocchia: fra i 300 diplomati anche la donna ferita a martellate dal marito

Alla parrocchia di Santa Croce il corso di lingua e cultura italiana diventa un modello di integrazione sociale e incontro tra comunità diverse

A Terni, la parrocchia di Santa Croce si conferma un punto di riferimento per l’integrazione sociale e culturale, ospitando ogni anno la scuola di lingua e cultura italiana che coinvolge centinaia di persone provenienti da tutto il mondo. Nell’ultima edizione del corso sono stati circa 300 gli studenti iscritti, rappresentativi di 27 nazionalità diverse, in un contesto definito come un vero e proprio crocevia linguistico e umano.

Il progetto, guidato dal parroco don Roberto Cherubini e sostenuto da oltre 30 insegnanti volontari, offre un percorso settimanale di circa 10 ore di lezione, finalizzato all’apprendimento della lingua italiana e all’accompagnamento verso una maggiore integrazione nel tessuto sociale cittadino. L’iniziativa non rappresenta solo un’attività didattica, ma anche un luogo di incontro, supporto e condivisione tra culture differenti.

Durante la cerimonia di consegna degli attestati, svoltasi nei locali della parrocchia di via Cavour, è stato sottolineato il valore simbolico del riconoscimento, anche se non ufficiale, per studenti spesso impegnati in percorsi complessi di inserimento sociale e burocratico. Molti dei partecipanti sono infatti residenti a Terni da poche settimane e stanno affrontando le procedure legate a permessi di soggiorno e residenza, mentre altri vivono stabilmente in città da anni e utilizzano il corso per migliorare la conoscenza della lingua italiana.

Il gruppo più numeroso è composto da cittadini originari del Bangladesh, seguiti da comunità provenienti da Pakistan, Marocco, Egitto e Turchia. Tra gli studenti figurano anche persone arrivate da Paesi come Nepal, Cina, Russia, Ucraina, Iran, Libano, Palestina, Kurdistan, Siria e Iraq, a testimonianza della forte eterogeneità culturale dell’iniziativa.

La scuola di Santa Croce si è progressivamente trasformata in un presidio di integrazione e inclusione sociale, capace di andare oltre l’insegnamento linguistico. Per molti partecipanti rappresenta il primo punto di contatto con la città, un supporto concreto per orientarsi nella vita quotidiana, costruire relazioni e avviare percorsi di autonomia personale e lavorativa.

Un ruolo centrale è svolto dalla rete di volontari che affianca don Roberto Cherubini, contribuendo a rendere la parrocchia un luogo aperto e accogliente. Nel corso degli anni, l’esperienza si è consolidata come spazio di dialogo interreligioso e interculturale, dove convivono persone di fedi e provenienze diverse, unite da un percorso comune di apprendimento e integrazione.

Particolarmente toccante è stata la partecipazione simbolica di Fatiha El Afghani, cittadina di origine marocchina rimasta vittima di una grave aggressione nei mesi scorsi. Ancora ricoverata all’ospedale di Terni, è stata rappresentata da un’amica durante la consegna degli attestati, a testimonianza del forte legame costruito all’interno della comunità scolastica.

Nel corso della cerimonia, don Roberto Cherubini ha ricordato come la parrocchia sia diventata nel tempo un luogo di incontro tra diverse realtà sociali, culturali e religiose, capace di offrire non solo formazione linguistica ma anche sostegno umano e comunitario. La scuola di italiano di Santa Croce si conferma così un’esperienza significativa di coesione sociale e inclusione, radicata nel territorio ternano.

Redazione

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