Militari morti in Bosnia “seminatori di pace”. Il 4 Novembre esequie di Marchesi a Orvieto

Dall’omelia di monsignor Saba al cordoglio delle istituzioni: l’ultimo saluto ai quattro militari italiani morti durante l’operazione Eufor Althea nella basilica romana

Si sono svolti martedì 3 novembre alle 9, nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri a Roma, i funerali solenni dei quattro militari italiani morti giovedì nello schianto dell’elicottero in Bosnia-Erzegovina. L’incidente è avvenuto durante le operazioni addestrative nell’ambito dell’operazione Eufor Althea. Alla cerimonia ha partecipato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, insieme ad altre cariche dello Stato. Le esequie sono state officiate dall’ordinario militare, monsignor Gian Franco Saba. Tra i caduti c’è il sergente dell’aviazione dell’esercito Claudio Marchesi, che viveva a Orvieto, dove risiedono ancora i familiari.

L’omelia di monsignor Saba

Durante l’omelia, il prelato ha ricordato Simone, Claudio, Franco Adriano e Laura. Secondo monsignor Saba, i quattro hanno compreso che dedicare la vita al servizio anticipa il paradiso ed è vera sapienza. L’ordinario militare ha spiegato che l’amore per l’umanità, in certi contesti, richiede la dedizione necessaria per addestrarsi a operare con prontezza e competenza. Lo scopo è a beneficio della pace, della custodia tra i popoli e dell’intervento sanitario in situazioni di criticità ed emergenza. Ha aggiunto che i quattro militari hanno messo a disposizione i propri talenti e le proprie competenze.

Monsignor Saba ha poi invitato i presenti a guardare ai militari come a “seminatori di germogli di pace”, attraverso la promozione degli aiuti umanitari, il sostegno ai più fragili e la speranza tenuta viva nelle popolazioni esposte alle aggressioni.

L’uscita delle bare dalla Basilica

Al termine del rito, le bare dei quattro militari hanno lasciato la Basilica tra la commozione dei presenti e il saluto del picchetto d’onore. Le salme sono state deposte sui carri funebri per raggiungere i rispettivi Comuni di provenienza, dove si terrà l’ultimo viaggio. Dietro le bare hanno lasciato la Basilica anche Mattarella e le altre cariche dello Stato.

Lutto cittadino a Orvieto il 3 e 4 novembre

Il Comune di Orvieto ha proclamato il lutto cittadino per il 3 e il 4 novembre. La sindaca Roberta Tardani ha firmato l’ordinanza che dispone, in entrambe le giornate, l’esposizione delle bandiere a mezz’asta presso la sede comunale e gli edifici pubblici, come manifestazione di lutto e di vicinanza delle istituzioni.

Sul proprio sito il Comune ha invitato cittadinanza, istituzioni, associazioni, organizzazioni sociali, scuole e attività del territorio a condividere il cordoglio della comunità. L’invito è a promuovere momenti di raccoglimento e ad adottare comportamenti improntati a sobrietà e rispetto del dolore delle famiglie. Gli organizzatori di manifestazioni ed eventi pubblici eventualmente programmati nelle due giornate sono stati invitati a garantirne lo svolgimento con modalità rispettose del lutto, evitando iniziative e comportamenti non coerenti con il clima di raccoglimento.

Il programma delle esequie a Orvieto

Ai funerali solenni di Roma hanno partecipato, in rappresentanza della città di Orvieto, la sindaca Tardani, il vicesindaco Stefano Spagnoli e il presidente del consiglio comunale Stefano Olimpieri. La camera ardente del sergente Claudio Marchesi è allestita nella Sala consiliare del Palazzo comunale di Orvieto. Resta aperta dalle 13 alle 20 di martedì 3 novembre e, successivamente, dalle 8 alle 13 di mercoledì 4 novembre. Le esequie del militare si terranno mercoledì 4 novembre alle 15 nel Duomo di Orvieto.

Aperta la camera ardente in Comune

Aperta nel municipio di Orvieto la camera ardente che accoglie il feretro del sergente dell’aviazione dell’esercito Claudio Marchesi.  Il padre del sergente ha ringraziato tutti coloro che si sono stretti intorno alla famiglia.
“Era bello, aveva il sole in tasca” ha detto del figlio.
Intorno alla bara si sono schierati i colleghi e amici dell’aviazione dell’esercito. “Ho scoperto che aveva una seconda famiglia” ha detto ancora il padre.
Ad accogliere il feretro le sindache di Orvieto Roberta Tardani e di Montefiascone Giulia De Santis (Marchesi si era infatti trasferito nella città laziale da qualche tempo).

Il ricordo della presidente della Regione Umbria

Il sergente Marchesi è stato ricordato anche dalla presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, durante le celebrazioni ufficiali per la commemorazione dei defunti al cimitero monumentale di Perugia. La Regione ha definito l’appuntamento un momento di raccoglimento e memoria collettiva dedicato alle persone care e a quanti hanno sacrificato la vita per la libertà e la democrazia.

Proietti ha rivolto un ricordo particolare al giovane militare umbro, originario di Orvieto, scomparso nell’incidente dell’elicottero militare in Bosnia-Erzegovina insieme ad altri tre servitori dello Stato. Alla famiglia, ai cari e ai familiari di tutte le vittime ha rinnovato la vicinanza dell’intera comunità umbra. Secondo la presidente, il loro sacrificio ricorda il valore del servizio, della responsabilità e dell’impegno per la sicurezza e la pace. Ha aggiunto che le istituzioni hanno il dovere di custodire questa eredità, promuovendo una cultura della solidarietà, della convivenza e del rispetto reciproco. Ha concluso che nessuna comunità può guardare con fiducia al futuro se dimentica.

Alla cerimonia di Perugia hanno partecipato autorità civili e militari e rappresentanze delle istituzioni, delle forze armate e delle forze dell’ordine. Si sono riunite per rendere omaggio ai caduti e ricordare le donne e gli uomini che hanno contribuito alla storia della città e del Paese.

Redazione

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