Incontro ancora una volta interlocutorio fra il gruppo Arvedi, proprietario di Ast e i sindacati sia territoriali che nazionali di Fim, Fiom e Uilm presso la sede di Finarvedi a Cremona, presenti i numero 1 e 2 dell’azienda, Arvedi e Caldonazzo, l’ad di Ast Menecali e il direttore del personale Scordo.
Dall’incontro è emersa la riconferma da parte dell’azienda di voler attuale il previsto piano di rilancio, ma l’orizzonte temporale è apparso più incerti per i noti problemi, su tutti ovviamente il costo dell’energia. Su questo fronte sono in corso interlocuzioni col Governo e a breve arriveranno quelle con la Giunta Proietti – non appena sarà stata composta – per arrivare alla firma dell’agognato accordo di programma. Arvedi ha illustrato ai sindacati anche le strategie: la produzione di acciaio inox rimane il fulcro dell’attività, con l’obiettivo di raggiungere un livello di produzione tra caldo e freddi tali da rendere lo stabilimento leader in Europa.
Resta però una delle strategie contestate, vale a dire l’acquisto delle bramme semilavorate dall’Indonesia, per abbattere i costi. Oltre a questo l’azienda ha confermato anche gli investimenti per il miglioramento funzionale dei macchinari, in senso moderno e tecnologico
Se da una parte Arvedi ha espresso la volontà di proseguire il progetto con una maggiore trasparenza e coinvolgimento dei lavoratori attraverso le organizzazioni sindacali che si dovrà
attuare nei prossimi mesi in sede aziendale, queste ultime hanno ribadito le azioni che hanno portato allo sciopero, con particolare riferimento “alla indisponibilità di discutere il dettaglio del piano industriale e delle ricadute negative in ordine ai carichi e ritmi di lavoro”.
La trasparenza resta dunque al centro della questione: “Molti nodi rimangono non sciolti – scrivono i sindacati confederali – Per questo serve la responsabilità e l’impegno di tutti i soggetti a partire da quelli istituzionali”. Da qui la richiesta al Ministero di una nuova convocazione “per verificare la fattibilità delle soluzioni che sono in capo e specificare i propri impegni” e alla neo presidente di Regione “di valutare un incontro per verificare le azioni necessarie in ordine alle proprie competenze, coinvolgendo finalmente i lavoratori di Ast in tutte le istanze
necessarie per conquistare gli investimenti utili a garantire il futuro degli occupati diretti e indiretti, del salario dell’ambiente, della salute, della sicurezza e di produzioni strategiche per il
territorio e per tutto il paese”
Sulla vicenda interviene anche la Fismic, anch’essa presente a Cremona: “Arvedi ha ribadito con forza che il lavoratore è il cuore pulsante della fabbrica e assicurato un impegno concreto a garantire condizioni di vita dignitose e maggiori benefici economici per le famiglie. Questa visione sarà accompagnata da incentivi e da un miglioramento complessivo delle condizioni lavorative, che saranno resi possibili quando l’impianto avrà raggiunto livelli ottimali di manutenzione e produttività”.
La Fismic, nella nota “valuta positivamente l’apertura dimostrata e seguirà con attenzione gli sviluppi futuri, mantenndo alta la prorità sulle condizioni dei lavoratori e sul rilancio dello stabilimento. Questo incontro segna un passo importante verso un dialogo costruttivo per il futuro di Ast”.
Seguici su
Aggiungi ternitomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.