Il Comitato civico per la difesa e il rilancio dell’ospedale di Terni ha presentato a Terni una proposta alternativa per il futuro del presidio Santa Maria, sostenendo il mantenimento dell’ospedale nell’area di Colle Obito attraverso la realizzazione di un nuovo corpo edilizio da circa 300 posti letto. Durante la conferenza stampa, alla quale hanno partecipato l’ex assessore regionale dell’Umbria Federico Di Bartolo e l’ex dirigente regionale alla sanità ed ex direttore dell’Azienda ospedaliera Santa Maria di Terni Gianni Giovannini, sono state mosse critiche alla strategia della Regione Umbria sulla costruzione del nuovo nosocomio e alla prospettiva di una struttura completamente nuova fuori dall’attuale sede.
Il comitato contesta la scelta della delocalizzazione e propone un intervento di riqualificazione interna dell’area ospedaliera esistente, ritenendo più sostenibile un progetto basato sul recupero del patrimonio già disponibile. La posizione è stata espressa nel corso del confronto pubblico in vista del dibattito sul futuro ospedale, con l’obiettivo dichiarato di aprire una valutazione comparativa tra le diverse soluzioni progettuali.
La proposta per un nuovo blocco nell’area di Colle Obito
Al centro dell’iniziativa c’è un progetto che prevede la costruzione di un nuovo edificio di circa 17 mila metri quadrati sul lato sud dell’attuale complesso ospedaliero, destinato a ospitare circa 300 posti letto. Secondo il comitato, questa soluzione consentirebbe di adeguare il presidio alle esigenze moderne senza procedere alla demolizione o alla sostituzione completa della struttura esistente.
Federico Di Bartolo ha evidenziato come, a suo giudizio, il percorso avviato dalla Regione abbia già indirizzato la scelta verso un nuovo ospedale da realizzare in un’area compresa tra Colle Obito, Campitello o Sabbione, con una previsione economica stimata tra 600 e 800 milioni di euro.
“Quello che appare sostanzialmente è che la proposta di partecipazione, che è assolutamente condivisibile, in realtà prevede già un esito, perché si parla solamente di un nuovo ospedale con un costo che va da 600 a 800 milioni partendo da Colle Obito fino a Campitello o Sabbione. Noi siamo portatori di una proposta molto precisa a Colle Obito, di costo molto inferiore con una logica completamente diversa di valorizzazione del patrimonio e zero consumo del suolo pubblico, perché non è scritto da nessuna parte che l’ospedale attuale sia da buttare via”.
Secondo il comitato, il nuovo blocco permetterebbe anche un intervento di miglioramento sull’edificio storico. La riduzione dei carichi strutturali, attraverso la destinazione degli ultimi tre piani ad attività non assistenziali, potrebbe favorire un adeguamento sismico più contenuto nei costi, mantenendo la funzione sanitaria all’interno dell’attuale area.
Critiche alla programmazione regionale e ai dati tecnici
Le osservazioni del comitato hanno riguardato anche gli aspetti amministrativi e tecnici alla base del percorso regionale. Gianni Giovannini ha contestato alcuni elementi dell’istruttoria, facendo riferimento alla delibera di giunta 863/2026 e alla gestione delle informazioni relative alle aree disponibili.
Secondo l’ex direttore del Santa Maria, nel conteggio delle superfici utilizzabili a Colle Obito non sarebbe stata considerata la presenza della struttura universitaria, pari a circa 17 mila metri quadrati. Inoltre, sono state sollevate critiche sui dati energetici utilizzati per valutare l’attuale ospedale.
“C’è un approccio quantomeno superficiale e distratto a livello tecnico che non fa sentire rassicurati. Nel conteggio delle aree disponibili a Colle Obito è stata completamente esclusa la presenza dell’università, 17 mila metri quadrati non conteggiati. Inoltre, dal punto di vista energetico l’ospedale di Terni spende un milione quando le altre aziende viaggiano su medie di cinque o sei. Sono dati tendenziosi per spingere verso una delocalizzazione che squilibra le proposte progettuali”.
Il comitato ha annunciato la presentazione di osservazioni tecniche durante il dibattito pubblico, chiedendo un confronto basato su una valutazione completa delle alternative disponibili.
Posti letto e vincoli della normativa sanitaria
Un altro punto sollevato riguarda la programmazione sanitaria regionale e il rapporto tra posti letto previsti e parametri nazionali. Il comitato ha richiamato la delibera regionale 1399 del 2023 della giunta Tesei, indicandola come base del percorso attuale nonostante alcune criticità relative alla distribuzione dell’offerta sanitaria.
Secondo l’analisi presentata, il piano avrebbe previsto un incremento della componente privata con 80 posti letto privati nella provincia di Terni, compresi 9 posti all’Istituto Tiberino e l’ipotesi di riapertura dell’ospedale di Città della Pieve con 20 posti per acuti attraverso un partenariato pubblico-privato.
Il comitato ha inoltre evidenziato il rapporto tra il Documento di fattibilità delle alternative progettuali (Docfap), il quadro esigenziale e i parametri stabiliti dal decreto ministeriale 70/2015, che indica un limite massimo di 3,7 posti letto ogni mille abitanti.
Per il territorio provinciale ternano, con circa 214 mila residenti, una dotazione programmata di 995 posti letto del Servizio sanitario regionale determinerebbe un rapporto stimato di circa 4,6 posti letto ogni mille abitanti, rendendo necessaria una specifica deroga normativa.
Costi di manutenzione ed efficienza energetica sotto esame
Il comitato ha poi analizzato il tema dell’obsolescenza della struttura di Colle Obito, sostenendo che i dati economici non dimostrerebbero una situazione tale da rendere inevitabile una nuova costruzione.
Secondo i dati citati durante l’incontro, i bilanci 2023 e 2024 dell’Azienda ospedaliera di Terni riporterebbero una spesa annuale per interventi e materiali di circa 440 mila euro. Considerando una superficie complessiva di 78.800 metri quadrati, il costo sarebbe pari a circa 5,6 euro al metro quadrato, valore molto inferiore alla soglia di 58,3 euro al metro quadrato annuo indicata dalla letteratura tecnica dell’Ires Piemonte come limite oltre il quale potrebbe risultare più conveniente ricostruire.
Sul fronte energetico, il comitato ha inoltre messo a confronto le spese dell’ospedale ternano con quelle di altre strutture regionali. La voce relativa all’utenza elettrica nel periodo 2022-2024 avrebbe registrato per Terni una media di 0,97 milioni di euro annui, mentre l’Azienda ospedaliera di Perugia avrebbe raggiunto una media di 6,33 milioni di euro e le aziende sanitarie territoriali oltre 5 milioni.
Le valutazioni tecniche presentate dal comitato saranno ora al centro delle osservazioni che verranno depositate nel percorso di confronto pubblico sul nuovo ospedale di Terni.
Seguici su
Aggiungi ternitomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.
Ridistribuendo gli spazi concordo incredibilmente con il comitato! Costi dimezzati basterebbe semplicemente estendere il parcheggio (a più piani?) e fare una nuova struttura dove oggi ci sono i parcheggi interni
Ma dove sta Colle Obito?
Domanda dove sono gli spazi a colle obito per fare un ospedale da 800 posti letto?….dove sono gli spazi per creare un parcheggio per migliaia di macchine?….dove sono gli spazi per creare nuove strade per la viabilità…forse qualcuno non’ha capito che il vecchio ospedale rimane non viene raso al suolo….tutte queste domande questo comitato se l’è poste…infine un ultima domanda i costi sono a carico di chi?
Colle Obito, è l’unica soluzione
Ho le lacrime di gioia.. il primo comitato sensato fatto a Terni
Lasciateli dove sta e intensificate il personale