Le elevate temperature estive stanno mettendo in luce gravi criticità all’interno degli uffici postali e dei centri di distribuzione di Poste Italiane in Umbria. A lanciare l’allarme sono le organizzazioni sindacali Slc Cgil e UilPoste, che accusano l’azienda di non garantire condizioni di lavoro adeguate, in particolare durante i mesi più caldi dell’anno.
Secondo le sigle sindacali, gli impianti di climatizzazione risultano spesso inadeguati o assenti, soprattutto nelle strutture più datate, dove la mancanza di un isolamento termico efficace rende insostenibile la permanenza nei locali. Una situazione che compromette non solo il comfort, ma anche la sicurezza dei dipendenti.
Alla carenza degli impianti si somma la distribuzione tardiva – o in alcuni casi inesistente – dei dispositivi di protezione individuale e delle divise estive, lasciando lavoratori e lavoratrici esposti agli effetti del caldo estremo. I portalettere, in particolare, si trovano a operare nelle ore centrali della giornata, le più rischiose per l’esposizione al sole, senza alcuna misura preventiva o forma di tutela efficace.
La denuncia dei sindacati punta anche contro la classificazione aziendale che considera tutti i portalettere come “lavoratori all’ombra”, una valutazione ritenuta del tutto scollegata dalla realtà. Tale classificazione, infatti, esclude la possibilità di attivare misure di protezione previste in caso di ondate di calore, come pause supplementari o limitazioni operative per i lavoratori più suscettibili allo stress termico.
Le modalità di consegna aggravano ulteriormente la situazione: molti portalettere effettuano il servizio su strada con scooter o veicoli elettrici (“le macchine gialle”) privi di aria condizionata, e spesso le auto di servizio sono sprovviste di sistemi di climatizzazione adeguati. Una condizione che rende ancora più critico il lavoro nei mesi estivi, esponendo i dipendenti a rischi per la salute.
Slc Cgil e UilPoste chiedono all’azienda interventi tempestivi e risolutivi, ricordando che la legge impone l’adozione di misure volte a garantire la salubrità degli ambienti lavorativi e la tutela del benessere psicofisico dei dipendenti. I sindacati sollecitano inoltre una riorganizzazione dei turni di lavoro, con l’obiettivo di evitare le fasce orarie più calde e introdurre correttivi concreti per migliorare le condizioni operative.
Infine, le organizzazioni sindacali esprimono preoccupazione per l’assenza di un piano di prevenzione strutturato, evidenziando che queste problematiche erano state già segnalate ben prima dell’inizio dell’estate. Le criticità, secondo i rappresentanti, non sono emergenze improvvise ma frutto di scelte aziendali insufficienti e di una gestione poco attenta alla realtà quotidiana dei lavoratori.
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