La terza sezione centrale d’appello della corte dei Conti ha assolto gli ex amministratori e dirigenti della Provincia di Terni, accusati di danno erariale in relazione al caso Globus Tenda, struttura situata in viale Trieste. Il procedimento, avviato a seguito di una condanna del 2020 per un presunto mancato incasso da parte dell’ente, si è concluso con l’accoglimento integrale dei ricorsi presentati. Ne riferisce Il Messaggero
Il caso risale a scelte amministrative compiute nel 2011, quando venne deciso di non procedere alla riscossione coattiva dei canoni maturati dalla società Globus Tenda, già in forte difficoltà finanziaria. Nel 2017 la struttura fu definitivamente dismessa, ma l’area non è mai tornata a una piena funzionalità, rimanendo inutilizzata e in stato di abbandono, nonostante il recupero formale da parte della Provincia.
In primo grado, la sezione giurisdizionale umbra della corte dei Conti aveva stabilito un risarcimento da 74mila euro a carico degli ex amministratori, da versare all’ente per il danno economico causato dalla mancata riscossione. Tuttavia, il nuovo pronunciamento ha ribaltato completamente quella decisione.
Tra gli assolti figurano l’ex presidente della Provincia, Feliciano Polli, l’ex assessore al bilancio Vittorio Piacenti d’Ubaldi, la dirigente finanziaria dell’epoca Gioia Rinaldi e il segretario generale Antonio De Guglielmo. Tutti erano stati ritenuti inizialmente responsabili per non aver agito a tutela dell’interesse pubblico nella vicenda.
Secondo quanto riportato nella sentenza della corte d’appello, la situazione economica della Globus Tenda era tale da rendere irrealistico un recupero dei canoni, così come improbabile la copertura delle spese necessarie per il ripristino dell’area. I giudici hanno inoltre sottolineato che la Provincia, al momento della delibera del 2011, non disponeva di risorse economiche sufficienti per intervenire sull’area al fine di renderla nuovamente fruibile per usi scolastici, come previsto dagli strumenti urbanistici.
“Non si può configurare alcuna colpa grave nei confronti degli appellanti”, scrive la corte, evidenziando come le decisioni prese all’epoca fossero coerenti con la situazione economico-finanziaria dell’ente e con le difficoltà oggettive di gestione dell’area. A conferma di ciò, viene rilevato che, a distanza di quasi un decennio dalla delibera del 2016 che disponeva lo sfratto, il terreno è ancora inutilizzato, nonostante sia formalmente tornato nella disponibilità pubblica.
A conclusione del procedimento, l’onere delle spese legali, pari a oltre 15mila euro, ricadrà interamente sulla Provincia di Terni, che dovrà ora affrontare anche questa ulteriore voce di spesa a seguito del contenzioso giudiziario.
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