È stato definito nei giorni scorsi l’accordo quadro sulla vertenza Unicoop Etruria, al centro di un confronto complesso segnato da mobilitazioni sindacali e tensioni. Il tema è stato approfondito mercoledì 18 marzo a Palazzo Spada, durante la conferenza dei presidenti, con un focus specifico sulla situazione del territorio di Terni, alla presenza di rappresentanti istituzionali e delle organizzazioni sindacali.
L’intesa prevede una riorganizzazione complessiva della rete, che comprende la cessione di parte dei punti vendita, il riassetto delle sedi direzionali e una revisione della logistica. Alla riunione hanno partecipato l’assessore regionale Francesco De Rebotti, l’ex assessore Sergio Cardinali, il neo assessore allo sviluppo economico del Comune di Terni Gabriele Ghione e i rappresentanti delle sigle sindacali.
Nel delineare il percorso, De Rebotti ha spiegato che si è arrivati alla fusione per incorporazione, passaggio ritenuto necessario per l’attuazione del piano industriale. “Il percorso prestabilito ha portato alla fusione per incorporazione. Una fase che doveva anticipare la messa a terra del piano industriale”, ha dichiarato, ricordando anche l’attivazione di un tavolo di monitoraggio a livello nazionale.
Uno degli aspetti centrali riguarda il futuro dei punti vendita Superconti di Terni. Su questo fronte, è stato chiarito che si parla di cessione e non di chiusura, con l’obiettivo di garantire la continuità operativa e la tutela dei livelli occupazionali. Una distinzione ritenuta fondamentale per il mantenimento dell’attività commerciale sul territorio.
Il nodo principale resta però quello degli esuberi. A livello complessivo sono stati individuati 180 lavoratori in eccedenza nei centri direzionali, di cui 21 a Terni. Per questi lavoratori è prevista la possibilità di scegliere tra l’adesione a un incentivo all’esodo oppure la ricollocazione all’interno dei punti vendita. “Il tema della territorialità è centrale – ha sottolineato De Rebotti – poiché non si può pensare a una ricollocazione fuori dai confini territoriali”.
Sul fronte comunale, l’assessore Gabriele Ghione ha evidenziato la necessità di affrontare la situazione con una visione più ampia, che tenga conto del livello regionale e nazionale. “Sarà mia premura convocare i vertici aziendali e l’incontro dovrà avvenire con prospettive definite”, ha dichiarato, aggiungendo che l’incentivo all’esodo proposto ai lavoratori è ritenuto discutibile nell’entità.
Le organizzazioni sindacali hanno ribadito la centralità della fase che si apre ora, quella della ricollocazione del personale. “La fase da gestire è quella della ricollocazione. La politica deve accompagnare questo momento”, ha affermato Lucia Rossi (Cgil) ricordando anche lo sciopero indetto nel mese di dicembre dopo le prime comunicazioni aziendali. Tra le richieste avanzate, l’apertura di un tavolo per un patto sulla legalità del commercio.
Preoccupazione è stata espressa anche da Sergio Sabatini (Cisl), che ha sottolineato come resti incerto il futuro dei punti vendita, nonostante la gestione di una fase definita complessa. “Resta l’amarezza per i ventuno esuberi dei centri direzionali a Terni”, ha dichiarato.
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