Polizia Locale in sciopero: “Costretti a tenere i fermati fra la gente in fila per carte d’identità”

Spogliatoi promiscui, cella di sicurezza inidonea e rischio pensionamenti di massa: il coordinamento regionale chiede un incontro urgente con il sindaco Bandecchi

Il sindacato Csa Ral denuncia le condizioni di lavoro della polizia locale di Terni in una nota in cui si evidenziano gravi carenze strutturali nella sede del Corpo municipale: assenza di una cella di sicurezza idonea, spogliatoi a uso promiscuo e spazi inadeguati alla gestione dei fermi giudiziari. La situazione, definita «non più sostenibile», chiama in causa direttamente il sindaco Stefano Bandecchi, al quale il sindacato rivolge un appello per interventi immediati.

Fermi giudiziari senza spazi adeguati

La criticità più urgente segnalata dal coordinamento regionale riguarda la gestione delle persone sottoposte a fermo giudiziario. Secondo quanto denunciato, «gli agenti che sottopongono persone a fermo giudiziario sono costretti a portare il fermato, spesso con le manette, tra le persone in fila per il rilascio della carta d’identità, oppure tra le persone che frequentano il bar adiacente, per poi assicurarlo in una stanza non idonea all’interno degli uffici con rischi ben evidenti».

Una procedura che, oltre a compromettere la dignità operativa degli agenti, espone a rischi concreti sia il personale sia i cittadini presenti negli uffici comunali.

Spogliatoi promiscui: il cambio d’abito a turno

Sul fronte logistico, il sindacato segnala che «ancora oggi una parte degli spogliatoi ha un utilizzo promiscuo, costringendo il cambio del vestiario a turno tra il personale femminile e maschile». Una condizione che il Csa Ral giudica incompatibile con un ambiente di lavoro dignitoso e funzionale, e che permane nonostante le segnalazioni già avanzate in precedenza.

Il rischio pensionamenti aggrava il quadro

A queste criticità strutturali si aggiunge una prospettiva preoccupante sul piano dell’organico. Il sindacato avverte del «rischio concreto, nei prossimi due anni, di possibili numerosi pensionamenti che renderebbero vani gli sforzi fatti con le recenti assunzioni», vanificando di fatto il lavoro di rinnovamento del corpo avviato dall’amministrazione.

Sciopero il 12 giugno contro la riforma nazionale

Il quadro è ulteriormente aggravato dalla riforma nazionale della polizia locale, contro la quale il Csa Ral ha proclamato sciopero per il 12 giugno. Il sindacato ha rivolto alle istituzioni competenti la richiesta di «adeguate coperture economiche statali» e di tutele giuridiche per valorizzare il servizio della polizia locale e renderlo «sempre più rispondente alle esigenze della collettività».

L’appello a Bandecchi: «Confronto urgente»

Nonostante il tono critico, il sindacato si dichiara disponibile al dialogo. Nella nota si legge l’auspicio a «una migliore sinergia nei rapporti tra le parti» e la disponibilità «per un confronto, da noi considerato urgente, per la soluzione delle problematiche esistenti». L’interlocutore principale rimane il sindaco Stefano Bandecchi, chiamato a rispondere su condizioni di lavoro che il Csa Ral definisce non più rinviabili.

Redazione

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3 mesi fa

Complimenti!! … e di chi è la responsabilità se non di chi è preposto ad organizzare il servizio?

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