Continuano i disagi per i pendolari umbri. Una di loro – come segnala la pagina Vita da Pendolari – viaggiava su un RV 4514 è stata trattenuta ad Orte per 45 minuti. Si trattava di una ragazza invalida: “Ho chiamato la Polfer, specificando che il treno era fermo ad Orte senza aria condizionata, sono invalida, necessito di farmaci salvavita e non posso permettermi di subire questo trattamento”.
La ragazza, in pieno stato confusionale, si è sentita male anche per l’assenza appunto dell’area condizionata, fuori uso in tutte le carrozze, ha chiamato i soccorsi senza esito: “Non mi hanno portato nemmeno una bottiglia d’acqua”, ha spiegato.
Il comitato incalza: “Diteci voi se questa situazione è accettabile per una Nazione che si definisca minimamente civile”
Disagi infiniti
Due i problemi maggiori: l’assenza di informazioni (“gente fatta scendere senza informazioni, che rischia di perdere le coincidenze, fra l’altro dei bus sostitutivi per disservizi loro”) e l’assenza appunto dell’aria condizionata in quasi tutte le carrozze. In alcune manca anche la luce e quindi quando il treno si ferma in galleria è buio pesto.
Grandi problemi anche coi bus sostitutivi. Scrive una pendolare “Segnalo che il 4731 da Perugia Ponte San Giovanni delle 13:47 di oggi è partito senza attendere l’arrivo del bus sostitutivo delle 13:32 da Perugia Fontivegge, partito in ritardo e arrivato alle 14:05. Assurdo che il treno collegato ci abbia lasciato a piedi, senza alcuna comunicazione. Ora dirottata verso Foligno, spero di arrivare a Roma in tempo per la mia ultima coincidenza. Farò un reclamo a Trenitalia.”
Il voto in Regione
Intanto in Regione è stata approvata a maggioranza, una mozione che impegna la Giunta regionale a rafforzare ogni iniziativa utile a tutela del diritto alla mobilità dei cittadini umbri e a salvaguardare i collegamenti ferroviari, chiedendo al Governo l’apertura di un tavolo permanente con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
La consigliera del Pd Letizia Michelini scrive: “Si tratta di un atto importante che dà voce ai disagi quotidiani vissuti da migliaia di pendolari, studenti e lavoratori, costretti ogni giorno a fare i conti con ritardi, soppressioni, disservizi e tempi di percorrenza sempre più lunghi. Resta però il rammarico per un voto che non è stato unanime. Avremmo auspicato che anche le forze di minoranza condividessero questa iniziativa, perché il tema della mobilità e dei disagi dei pendolari non dovrebbe conoscere appartenenze politiche. Quando sono in gioco il diritto alla mobilità, il diritto allo studio, al lavoro e la competitività del nostro territorio, le istituzioni dovrebbero saper parlare con una sola voce. Solo un fronte comune può rendere più forte la richiesta rivolta al Governo, al Ministero e al Gruppo Ferrovie dello Stato affinché vengano garantiti collegamenti adeguati e servizi all’altezza delle esigenze dell’Umbria”.
“Continueremo a vigilare – conclude – affinché gli impegni assunti trovino concreta attuazione. I pendolari umbri non chiedono privilegi, ma il rispetto di un diritto fondamentale: potersi spostare in condizioni dignitose e con servizi efficienti. Su questo non dovrebbero esserci divisioni politiche, ma un impegno condiviso da tutta l’Assemblea legislativa
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