Rifondazione Comunista: “Il nuovo ospedale di Terni? Prima si costruisca un futuro alla sanità”

Utilizzare il confronto pubblico per affrontare anche altri temi: "Delineare un modello"

Pensare al nuovo ospedale di Terni va bene, purché prima si pensi a quale futuro dare alla sanità. Ben venga il confronto pubblico annunciato dalla presidente della Regione Stefania Proietti per parlare del nuovo nosocomio e dell’area dove realizzarlo, ma deve essere anche l’occasione per confrontarsi sul tipo d modello sanitario da costruire a Terni e in Umbria. Così la Federazione ternana del partito della Rifondazione comunista, secondo la quale le decisioni assunte dalla giunta regionale sul futuro dell’ospedale di Terni aprono una delle discussioni più importanti che l’Umbria sarà chiamata ad affrontare nei prossimi decenni. Da qui, anche la richiesta dell’apertura degli Stati generali della sanità umbra.

Tanti aspetti da delineare

Rifondazione Comunista si dichiara non pregiudizialmente contraria alla realizzazione di un nuovo ospedale, nella consapevolezza delle criticità del Santa Maria e della necessità di investire sulla sanità umbra. “Riteniamo – si afferma – che debba nascere da un percorso realmente partecipato, trasparente e fondato su dati verificabili. Accogliamo con favore l’annuncio di una fase di confronto pubblico, ma il confronto è credibile solo se può incidere realmente sulle decisioni. Se invece il percorso appare già indirizzato, il rischio è che la partecipazione venga percepita come una semplice ratifica“.  Il nuovo ospedale, per Rifondazione, è solo una parte della discussione. “Il futuro del Santa Maria non può essere separato dal futuro della sanità umbra, dal ruolo dell’ospedale di Narni-Amelia, dalla medicina territoriale, dalle Case della Comunità e dall’organizzazione complessiva della rete sanitaria regionale. Lo stesso vale per il tema dell’Usl unica. Negli ultimi mesi questa ipotesi è stata più volte richiamata, ma non è mai stato chiarito se sia stata definitivamente archiviata oppure semplicemente rinviata. Anche su questo chiediamo chiarezza“. Rifondazione si pone degli interrogativi specifici: “Qual è il quadro economico complessivo per il nuovo ospedale? Quali risorse sono già disponibili e quali dovranno ancora essere reperite? Quanto costerà mantenere pienamente operativo il Santa Maria durante gli anni necessari alla realizzazione del nuovo ospedale? E perché la proposta di riqualificazione e ampliamento dell’attuale struttura non dovrebbe essere valutata con lo stesso rigore tecnico riservato alla nuova costruzione? Il progetto presentato dal Comitato per la ristrutturazione del Santa Maria non si limita alla manutenzione dell’esistente, ma propone una profonda riorganizzazione della struttura. Per questo riteniamo che meriti un confronto tecnico serio, pubblico e trasparente“.

Non è solo un edificio

Un confronto che Rifondazione comunista dice di chiedere alla presidente della Regione da oltre un anno. “Accogliamo quindi con favore l’annuncio di una fase di partecipazione. Per questo proponiamo l’apertura degli Stati Generali della Sanità Umbra: un percorso pubblico che coinvolga istituzioni, professionisti, lavoratori, università, amministratori locali, sindacati, associazioni, comitati e cittadini. Perché il nuovo ospedale di Terni, il ruolo del Narni-Amelia, la medicina territoriale, il futuro delle Asl, il rapporto tra pubblico e privato e gli investimenti sul personale non sono questioni separate. La sanità non coincide con un edificio, ma è il diritto alla cura, è il personale sanitario, è la medicina territoriale, è la prevenzione, è la qualità dei servizi, gli ospedali sono fondamentali ma da soli non bastano Prima di costruire un ospedale dobbiamo costruire la visione della sanità che vogliamo lasciare ai cittadini umbri. È su questa visione che chiediamo di aprire, finalmente, un confronto vero“.

Redazione

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