Un narnese allo UWC di Mostar: “Studiare all’estero e in inglese è una porta sul mondo”

Giovanni Cari, ex liceale narnese, racconta la sua esperienza nel network internazionale UWC: il bando 2027/2029 scade il 18 ottobre

Un diciottenne di Narni, Giovanni Cari, classe 2008 ed ex studente del liceo scientifico cittadino, sta vivendo da un anno un’esperienza formativa fuori dai confini italiani: la frequenza del biennio internazionale presso il collegio di Mostar, in Bosnia Erzegovina, uno dei 18 istituti che compongono il network UWC (United World College). “Sono molto legato alla mia famiglia, ai miei amici, al mio territorio. Ma ad un certo punto mi è venuta voglia di scoprire cosa ci fosse fuori e di mettermi alla prova”, racconta lo studente umbro, spiegando come partecipare al bando annuale di UWC gli abbia “aperto una porta sul mondo” e dato la possibilità di “uscire dalla comfort zone”.

La scelta è maturata durante il secondo anno di liceo: “pur trovandomi bene in famiglia, a scuola e con gli amici, sentivo crescere in me il desiderio di fare un’esperienza al di fuori del mio perimetro”, spiega Giovanni, che racconta come sia stata la madre a ricordargli di una sua ex compagna di scuola partita per il Canada grazie a UWC. A convincerlo definitivamente è stato il percorso di un altro studente umbro, Valerio Castellini, che dopo il college UWC di Maastricht, in Olanda, ha vinto nel 2024 una borsa di studio per l’università di Princeton, negli Stati Uniti. “A quel punto ho smesso di domandarmi cosa sarebbe potuto andare storto”, racconta lo studente narnese.

Un network nato in piena guerra fredda

Il progetto UWC affonda le radici negli anni Sessanta, quando fu concepito come risposta educativa al clima di tensione della guerra fredda, con l’obiettivo di unire popoli, nazioni e culture attraverso la formazione di giovani capaci di costruire, un domani, un mondo più equo. Oggi la rete conta 18 scuole nel mondo, compresa la sede italiana di Duino, in provincia di Trieste. A Mostar, dove attualmente si trova Giovanni, studiano insieme a lui altri sei ragazzi italiani.

Il percorso didattico si distingue nettamente da quello delle scuole superiori tradizionali. Le lezioni si svolgono interamente in lingua inglese e ogni studente costruisce un piano educativo personalizzato che affianca alle sei materie curricolari attività sportive, creative e di volontariato nelle comunità locali. Il modello didattico punta a rafforzare il pensiero critico, incoraggiando gli studenti a porre domande, confrontare punti di vista differenti e sviluppare progetti sia individuali sia di gruppo. Al termine del biennio è previsto un esame per ciascuna disciplina, propedeutico al conseguimento del diploma IB (International Baccalaureate), titolo riconosciuto in oltre 150 Paesi e equiparato in Italia all’esame di Stato. Un percorso, racconta Giovanni, che gli ha permesso di “misurarmi con un’esperienza didattica e umana completamente nuova ed entusiasmante rispetto a ciò che avevo vissuto fino a quel momento”.

L’esperienza umana al centro del percorso

Se la parte accademica rappresenta una parte importante del percorso, secondo il racconto di Giovanni è la dimensione umana a lasciare il segno più profondo. “Nei college coesistono ragazzi provenienti da tutto il mondo. Condividere stanza, pasti, ore di studio, uscite nel tempo libero con coetanei che hanno vissuti anche molto diversi è una cosa che lascia un segno profondo”, racconta lo studente. Molti compagni provengono da aree del mondo segnate da povertà o conflitti: “ciò che hai sempre visto in tv come qualcosa di lontano, improvvisamente te lo trovi accanto e ha gli occhi del tuo compagno di stanza o di classe”, spiega ancora Giovanni. Legami di amicizia nati a Mostar hanno già portato lo studente a essere ospitato a Sarajevo, in Polonia e in Spagna, e a ricambiare l’ospitalità in Umbria: “sono convinto che questi rapporti di amicizia, fondati su così tante cose condivise, dureranno per la vita”, conclude sul punto.

Il bando 2027/2029 e l’accesso basato sul merito

Un elemento distintivo del sistema UWC riguarda i criteri di accesso, basati esclusivamente sul talento e non sulle condizioni economiche di partenza. Oltre l’80% degli studenti frequenta i collegi grazie a borse di studio totali o parziali, con un limite ISEE fissato a 80mila euro, rese possibili dalle donazioni di filantropi, fondazioni, istituzioni pubbliche e, soprattutto, di ex studenti che scelgono di “restituire” l’opportunità ricevuta sostenendo economicamente i futuri leader o mettendosi a disposizione come mentori.

Il bando per il biennio accademico 2027/2029 è attualmente aperto ed è rivolto ai ragazzi nati tra il 1° settembre 2009 e il 31 agosto 2011. La scadenza per presentare la candidatura è fissata al 18 ottobre 2026. L’iter di selezione prevede una prima fase interregionale, seguita da una fase nazionale per chi supera il primo step.

Guardando al futuro, Giovanni punta a conseguire il diploma IB nel maggio prossimo: “Per il futuro penso che sceglierò un percorso universitario che tenga insieme gli studi politici ed economici, che ho scoperto di apprezzare proprio qui a Mostar”, spiega lo studente, aggiungendo che anche davanti a una nuova selezione difficile “la domanda che mi farò non sarà cosa potrà andare storto, ma quali possibilità meravigliose potranno nascere”. Il giovane conclude invitando altri ragazzi umbri a “cogliere l’occasione del bando UWC per aprirsi a un mondo di opportunità”.

Redazione

Seguici su

Aggiungi ternitomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

★ Aggiungici
Subscribe
Notificami
0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati

Articoli correlati

Palazzo Spada
Il nuovo piano elimina il contributo comunale previsto inizialmente e affida l'equilibrio economico alle rette...
Rfi conferma nuovi cantieri fino al 31 ottobre tra Umbria e Toscana: orari cambiati e...
Il punto di emergenza ferentillese attivo 24 ore, in città una nuova ambulanza diurna...

Altre notizie