A Terni è scontro aperto tra il sindaco Stefano Bandecchi e le principali sigle sindacali dopo la seduta del Consiglio comunale di lunedì 7 settembre. Al centro della polemica le dichiarazioni del primo cittadino sul numero e sui costi dei dipendenti comunali . A intervenire, dopo il durissimo intervento del segretario di Forza Italia, sono state Fp Cgil, il Csa Ral e la UIL FP Umbria, tutte compatte nel definire “incongrue” le posizioni del sindaco.
Fp Cgil: “Spesa per il personale non esorbitante”
La Fp Cgil di Terni smonta punto per punto la ricostruzione del sindaco sui numeri dell’organico comunale. Secondo il sindacato, negli ultimi dieci anni i dipendenti del Comune sono scesi da oltre mille alle circa seicento unità attuali, un dato che renderebbe insostenibile la tesi di una spesa per il personale esorbitante. Il sindacato denuncia inoltre un clima di continua messa in discussione dei diritti acquisiti, in particolare quelli legati alla legge 104, definiti “una conquista di grande civiltà”.
Csa Ral: “Il sindaco mente, i dati IFEL lo smentiscono”
Sulla stessa linea si muove Sergio Silveri, segretario provinciale del Csa Ral Terni, che cita i dati del ministero dell’Interno e della Fondazione IFEL per contestare le affermazioni del sindaco. Silveri ricorda come il taglio drastico del personale sia partito con le riforme dell’ex ministro Renato Brunetta, oggi al Cnel, e abbia generato negli anni una serie di esternalizzazioni di servizi oggi a carico dei cittadini. Secondo i dati IFEL citati dal sindacato, il rapporto dipendenti-abitanti al Comune di Terni è di 5,7 ogni 100 abitanti, contro una media nazionale di 7,3 per enti della stessa categoria. Applicando invece le direttive ministeriali del 18 novembre 2020, che indicano un dipendente ogni 120 abitanti, l’organico effettivo del Comune di Terni dovrebbe superare le 880 unità, a fronte delle circa 591 registrate a fine 2025, numero destinato a calare ulteriormente con i pensionamenti previsti nel 2026 e nel 2027, fino a uno scarto stimato di oltre 300 dipendenti. Il sindacato lamenta infine la mancata risposta del sindaco alle richieste di incontro, previste da un patto sottoscritto nel 2024 tra amministrazione e sigle sindacali per confrontarsi sui problemi prima di renderli pubblici.
UIL FP Umbria: “Dati sulle assenze smentiti dagli atti del Comune”
Anche la UIL FP Umbria interviene sulla vicenda, contestando in particolare le dichiarazioni rese dal sindaco in Consiglio comunale secondo cui il Comune non avrebbe più le risorse per sostenere gli stipendi di circa 600 dipendenti e secondo cui, tra lavoratori affetti da patologie croniche e persone che usufruiscono della legge 104, ogni giorno risulterebbero effettivamente al lavoro solo 250 persone. Per il sindacato, l’obiettivo di questa narrazione sarebbe quello di sostenere la necessità di ridurre l’organico e di affidare all’esterno alcuni servizi, presentando il Comune come una struttura economicamente insostenibile.
Sul fronte della spesa di personale, la UIL FP ricorda che l’ente rispetta i parametri di legge: nel 2026 l’incidenza si attesta al 27,33%, sotto la soglia massima consentita del 27,60%, con un’ulteriore diminuzione già prevista negli anni successivi. Il sindacato sottolinea inoltre come il calo da circa 1.100 dipendenti di dieci anni fa alle circa 600 unità attuali dimostri, semmai, la profonda contrazione dell’organico, con centinaia di posizioni cessate e mai sostituite. Se, come annunciato dal sindaco, altri 200 dipendenti non verranno sostituiti nei prossimi anni, per la UIL FP sarà necessario chiarire quali uffici perderanno personale e quali servizi verranno ridotti o esternalizzati.
Anche sul fronte delle assenze dal lavoro, il sindacato contesta punto per punto la ricostruzione del sindaco, citando i dati ufficiali relativi al periodo agosto 2025-luglio 2026: in media risultano presenti circa 483 dipendenti al giorno, non 250. Tra ferie, festività soppresse, legge 104, maternità, congedi e malattia, la UIL FP calcola che le sole ferie e le quattro giornate di festività soppresse spieghino circa 75 assenze medie giornaliere, mentre l’uso pieno della legge 104 da parte di tutti i 150 lavoratori indicati dal sindaco produrrebbe un effetto di circa 21 assenti al giorno, non di 150. Nei mesi di marzo, aprile e maggio 2026, ricorda ancora il sindacato, il totale delle assenze giornaliere – ferie e legge 104 comprese – si è attestato rispettivamente su circa 61, 53 e 48 lavoratori, numeri incompatibili con la rappresentazione fornita in Consiglio comunale.
Al di là dei numeri, la UIL FP Umbria richiama anche una questione di dignità professionale dei dipendenti pubblici, osservando come lo stesso sindaco, quando coinvolto in un’indagine che lo riguardava personalmente, avesse denunciato la “gogna pubblica e mediatica” invocando la presunzione di innocenza. Il sindacato chiede quindi coerenza nell’applicare lo stesso principio ai lavoratori dell’ente. Preoccupa infine la UIL FP anche l’effetto di questa comunicazione sulla capacità del Comune di attrarre e trattenere personale qualificato, in un contesto in cui gli enti locali faticano già a competere con altre amministrazioni e con il settore privato nel reclutamento di professionalità. Il sindacato si dice comunque disponibile a un confronto su organizzazione, produttività e fabbisogni di personale, a condizione che si basi su dati reali.
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